Se pensate davvero, di avere una bella casa, di aver un post carino dove vivere...vi assicuro che le immagini di A Merry Mishap, vi faranno ricredere.
O perlomeno a me e' successo cosi'.
E' una piccola perla questo blog, dove ci sono non solo ispirazioni di interior ma anche moda, consigli DIY e potete vedere la sua collezione di gioielli (bellissimi) che sono in vendita su Etsy.com...da non perdere!
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venerdì 15 giugno 2012
lunedì 30 aprile 2012
I conquistadores
![]() |
| Congratulazioni per essere una delle mie persone preferite |
Poi ha deciso di smettere di tentare di capirmi. Quello che ho fatto io con lui. E fu così, che vissero felici e contenti. Fine.
lunedì 12 marzo 2012
La furberia
Capita a tutti prima o poi di farsi una bella e sana litigata in pubblico. A noi è successo al ristorante. Pareva andasse tutto bene, poi abbiamo iniziato a parlare di evasione fiscale e taaaac!Il danno è fatto. Non chiedetemi perchè litighiamo sull'evasione fiscale e non su chi lava i piatti, perchè davvero non lo so e non lo voglio sapere.
Fatto sta che l'aria è diventata molto tesa, noi abbiamo iniziato ad urlare e la gente ci guardava male. Sia mai che le persone si facciano gli affari loro, visto e considerato che le uniche due parole che forse potevano capire e che ripetevamo in continuazione erano: "Amore, c***o!" (Niente parolacce sul mio blog, siamo persone perbene. A parte quando litighiamo o mi spuntano in contemporanea due herpes.)
Il cameriere, nostro affezionato, si è un pelo spaventato e quando abbiamo pagato non ci ha rivolto la parola. Tutto il ristorante probabilmente ha tirato un sospiro di sollievo.
Noi ce ne siamo andati a casa facendo lo sciopero del silenzio. La guerra era iniziata. Il letto è stato diviso in due con i cuscini e non ci siamo parlati fino al mattino dopo. (Leggasi: che hai fatto venerdì sera? Niente ho litigato e dormito dalla mia parte di letto.) Il mattino dopo, appunto, abbiamo svegliato noi la vicina invece del contrario. Ci siamo urlati dietro un bel po' finchè il valoroso uomo che si crede furbo, ha preso una mia rivista e per vendicarsi ha iniziato a strapparla. Purtroppo ha preso la rivista sbagliata.
Infatti il furbo ha preso Wrap, una rivista dedicata al design e all'arte con una piccola genialità. Anzi due. Innanzitutto è in edizione limitata. Così quando l'acquisto mi sembra di essere un VIP, ed è per questo che il valoroso uomo l'ha strappata. Ma non sapeva la seconda genialata. Ogni pagina dopo essere stata letta, può essere strappata ed essere utilizzata come carta da regalo o per ricoprire quaderni o scatole.
Ecco perchè alla fine dei conti, ho vinto io la lotta quotidiana. Ma non gli ho detto nulla riguardo al fatto di essere più furba di lui. Se no hai voglia che litigata. Se ci facciamo così prendere dall'evasione fiscale figurarci su una competizione tra di noi. Sarebbe stata la volta buona che ci avrebbe sentito tutto il Paese dei Maglioni.
www.wrap.bigcartel.com
Fatto sta che l'aria è diventata molto tesa, noi abbiamo iniziato ad urlare e la gente ci guardava male. Sia mai che le persone si facciano gli affari loro, visto e considerato che le uniche due parole che forse potevano capire e che ripetevamo in continuazione erano: "Amore, c***o!" (Niente parolacce sul mio blog, siamo persone perbene. A parte quando litighiamo o mi spuntano in contemporanea due herpes.)
Il cameriere, nostro affezionato, si è un pelo spaventato e quando abbiamo pagato non ci ha rivolto la parola. Tutto il ristorante probabilmente ha tirato un sospiro di sollievo.
Noi ce ne siamo andati a casa facendo lo sciopero del silenzio. La guerra era iniziata. Il letto è stato diviso in due con i cuscini e non ci siamo parlati fino al mattino dopo. (Leggasi: che hai fatto venerdì sera? Niente ho litigato e dormito dalla mia parte di letto.) Il mattino dopo, appunto, abbiamo svegliato noi la vicina invece del contrario. Ci siamo urlati dietro un bel po' finchè il valoroso uomo che si crede furbo, ha preso una mia rivista e per vendicarsi ha iniziato a strapparla. Purtroppo ha preso la rivista sbagliata.
Infatti il furbo ha preso Wrap, una rivista dedicata al design e all'arte con una piccola genialità. Anzi due. Innanzitutto è in edizione limitata. Così quando l'acquisto mi sembra di essere un VIP, ed è per questo che il valoroso uomo l'ha strappata. Ma non sapeva la seconda genialata. Ogni pagina dopo essere stata letta, può essere strappata ed essere utilizzata come carta da regalo o per ricoprire quaderni o scatole.
Ecco perchè alla fine dei conti, ho vinto io la lotta quotidiana. Ma non gli ho detto nulla riguardo al fatto di essere più furba di lui. Se no hai voglia che litigata. Se ci facciamo così prendere dall'evasione fiscale figurarci su una competizione tra di noi. Sarebbe stata la volta buona che ci avrebbe sentito tutto il Paese dei Maglioni.
www.wrap.bigcartel.com
lunedì 27 febbraio 2012
La fortuna è cieca, ma la sfortuna..
Doveva essere una serata fantastica. Avevo organizzato tutto. Dalla disposizione degli ospiti a tavola, fino alla decorazione con candele e fiori.
ma quando la fortuna decide di seguirti, non c'è nulla da fare. Avete presente la scena della zuppa blu ne "Il Diario di Bridget Jones"?
Ecco diciamo che la zuppa aveva il colore giusto per essere una zuppa. Purtroppo non il sapore. E come la mia cara amica Bridget, me ne sono accorta solo quando sono arrivati gli amici. Devo fare mea culpa. Ogni cuoco che si rispetti, deve assaggiare le proprie creazioni.
Prima di questo piccolo dramma, altri segnali mi avevano illuminato riguardo l'esito fortunato della serata. Il valoroso uomo, ha dato fuoco al centro tavola accendendo le candele. Il quale era fatto, manco a dirlo con tovaglioli e centrini di carta (tutto merito del fai-da-te-evviva-la-manualità).
"Valoroso ma che fai li impalato?Non è un falò, ti prego spegnilo!!"
Allora il valoroso uomo prende e butta una caraffa d'acqua sul tavolo, che manco sul titanic hanno visto tanta acqua così. Acqua sopra il tavolo, acqua sotto, ci siamo messi a tavola in qualche modo. Dopo la scoperta della zuppa, non ho osato pensare a che cosa poteva sapere il secondo, che invece ironia della sorte, era perfetto.
Ho tirato un sospiro di sollievo, ma la sfortuna quando ci vede bene, non ha ostacoli. Ed ecco che il mio famoso strudel (Leggasi: pasta sfoglia mele e cannella...ce la posso fare pure io!) diventa un po' troppo speziato: invece della cannella ho messo il peperoncino. Risultato? Uno strudel da buttare.
Ma forse dovevo prevedere un po' di questa sfortuna, ho comprato online i Fortune Teller di Pigr': sono sottobicchieri con frasi emblematiche. Servono per indicare il tuo futuro prossima, in maniera un po' ironica e un po' no. Basta osservare dove cade la goccia di acqua mentre la si versa nel bicchiere.
E le mie frasi, ovviamente, erano abbastanza drastiche e a dir poco fatali.
www.pigr.it
ma quando la fortuna decide di seguirti, non c'è nulla da fare. Avete presente la scena della zuppa blu ne "Il Diario di Bridget Jones"?
Ecco diciamo che la zuppa aveva il colore giusto per essere una zuppa. Purtroppo non il sapore. E come la mia cara amica Bridget, me ne sono accorta solo quando sono arrivati gli amici. Devo fare mea culpa. Ogni cuoco che si rispetti, deve assaggiare le proprie creazioni.
Prima di questo piccolo dramma, altri segnali mi avevano illuminato riguardo l'esito fortunato della serata. Il valoroso uomo, ha dato fuoco al centro tavola accendendo le candele. Il quale era fatto, manco a dirlo con tovaglioli e centrini di carta (tutto merito del fai-da-te-evviva-la-manualità).
"Valoroso ma che fai li impalato?Non è un falò, ti prego spegnilo!!"
Allora il valoroso uomo prende e butta una caraffa d'acqua sul tavolo, che manco sul titanic hanno visto tanta acqua così. Acqua sopra il tavolo, acqua sotto, ci siamo messi a tavola in qualche modo. Dopo la scoperta della zuppa, non ho osato pensare a che cosa poteva sapere il secondo, che invece ironia della sorte, era perfetto.
Ho tirato un sospiro di sollievo, ma la sfortuna quando ci vede bene, non ha ostacoli. Ed ecco che il mio famoso strudel (Leggasi: pasta sfoglia mele e cannella...ce la posso fare pure io!) diventa un po' troppo speziato: invece della cannella ho messo il peperoncino. Risultato? Uno strudel da buttare.
Ma forse dovevo prevedere un po' di questa sfortuna, ho comprato online i Fortune Teller di Pigr': sono sottobicchieri con frasi emblematiche. Servono per indicare il tuo futuro prossima, in maniera un po' ironica e un po' no. Basta osservare dove cade la goccia di acqua mentre la si versa nel bicchiere.
E le mie frasi, ovviamente, erano abbastanza drastiche e a dir poco fatali.
www.pigr.it
mercoledì 22 febbraio 2012
Il lato tragicomico della vita
Certe volte, succedono cose che davvero, nemmeno nei film potrebbero essere così disastrose. E allora che si può fare? Buttarla sul ridere.
Succede infatti che un bel sabato mattino la nostra amata vicina, si sveglia presto e inizia a fare lavori nella nostra ex casa. Trapano, martello, un rumore bestiale. Certe volte, la disperazione porta a reagire in maniere veramente strane. Voi che avreste fatto? Io personalmente sarei andata di là ad ucciderla. Non solo per avermi svegliato, ma anche perchè stava distruggendo la mia vecchia casa.
Succede infatti che un bel sabato mattino la nostra amata vicina, si sveglia presto e inizia a fare lavori nella nostra ex casa. Trapano, martello, un rumore bestiale. Certe volte, la disperazione porta a reagire in maniere veramente strane. Voi che avreste fatto? Io personalmente sarei andata di là ad ucciderla. Non solo per avermi svegliato, ma anche perchè stava distruggendo la mia vecchia casa.
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lunedì 20 febbraio 2012
In ostaggio.
giovedì 2 febbraio 2012
Neve in città
Tanto tempo fa, quando eravamo due
studentelli, io e il valoroso uomo iniziammo a frequentarci. Detta
così sembrano davvero passati secoli. Fatto sta che, presa un po' di
confidenza, il valoroso uomo fece il suo primo errore: mi invitò a
casa sua. Io mi innamorai al volo della sua casetta, in centro a
Milano, comoda e arredata bene.
Feci le valige e ops....!Mi trasferii
da lui. Non per sempre. Ma diciamo che ogni tanto, dopo le giornate di
studio (studio studio, non finto studio), rimanevo a casa sua a
dormire.
Allora prima di dormire, ci preparavamo
il tè caldo. Lo bevevamo seduti al davanzale della finestra della
camera. La finestra dava su un vicoletto secondario, dal quale si
vedevano tutti i tetti illuminati dalla luna.
Noi accoccolati sul davanzale, osservavamo fuori facendo congetture varie ed eventuali, inventandoci
nuove vite nel caso il giorno dopo non avremmo superato l'esame. Solitamente la soluzione era sempre la stessa: scappare su un'isola caraibica. Ma sappiamo tutti che non è andata così: siamo scappati su un'iceberg, aka il Paese dei Maglioni.
Nel Paese dei Geloni, la finestra della
mia stanzetta al tredicesimo piano, dava su un paesaggio spettrale e
invernale. La prima mattina che ho aperto le tende e aveva nevicato,
non sono riuscita a contenere l'entusiasmo. Dopo tre mesi, aprire le
tende e vedere che nevicava ancora, mi creava qualche disturbo
psicologico.
Nel Paese dei Maglioni invece, la
nostra finestrella è un piccolo abbaino che si apre sul
davanzale-grondaia, dove in primavera mettiamo i vasi delle piante,
che muoiono subito ovviamente. Si sa che qui la primavera è solo una
stagione sul calendario. La finestra dà sulla stradina, che si apre
su una chiesa, e altri edifici alti tutti uguali, con i tetti nordici tutti decorati. Sembra davvero una
stradina ottocentesca, tutta curata.
Ogni tanto mi perdo a guardare fuori,
le gru in lontananza con le lucine di Natale (troppa fatica togliere
gli addobbi), il cielo plumbeo che volta al rosato verso il tramonto e la gente paralizzata dalla neve. Tutto assume quel tocco di candore in più con la neve, che cade fitta fitta da una settimana.
É proprio a questo che ho pensato
osservando queste architetture di carta di Ingrid Siliakus. Gli edifici tutti bianchi, sovrapposti l'uno sull'altro, mi ricordano il tranquillo paesaggio urbano fuori dalla mia finestra. Sono piccole città incantate che escono a rilievo dalla carta, grazie alla tecnica del taglio e della piegatura. Sembrano la visione dell città in lontananza tutta innevata, quando arrivi col treno o con la macchina dopo un lungo viaggio.
Come in una favola sulla neve. O come il Paese dei Maglioni.
L'unico problema, è che quando la neve si scioglie, qui tutto assume l'aspetto delle architetture di Metropolis. Che sappiamo tutti, che non sono così accoglienti..
mercoledì 18 gennaio 2012
Gita al faro molto lussuosa
Una mattina mi sveglio, e trovo il valoroso uomo con in mano due valige e un sorriso smagliante.
Sono svenuta.
Che potevo fare? Mi sveglio, e mi ritrovo il fidanzato che vuole scappare di casa.
"Macchè, macchè, voglio solo portarti fuori per il weekend."
Sono svenuta di nuovo.
Sistemati i miei problemi di pressione, mi alzo mangio al volo qualcosa e via!
"Ma mi hai messo in valigia tutto?"
"Certo!"
"Anche le calze antiscivolo?Anche la crema idratante?"
"Fidati, dove andiamo ci sarà tutto, anche se avessi dimenticato qualcosa."
"Ma quanto stiamo via? E la macchinetta manuale di mio papà l'hai presa?"
"Ti preoccupi troppo, ho tutto sotto controllo!"
Ovviamente, a queste parole avrei dovuto allarmarmi.
Ma arrivati a destinazione mi fa entrare in un hotel lussuosissimo. Io rimango sbigottita. C'è perfino lo chaffeur che se ti porti le valige da solo, si arrabbia. Arrivati in stanza, non proferisco parola dallo stupore. Aspetto che ci lascino soli e vado in esplorazione:
"Valoroso uomo!Il bagno è più grande di tutta la casa messa insieme!"
E poi arrivo al letto, e lì ragazzi, non mi sarei più alzata. Sono stata male al pensiero di tornare al mio letto Ikea. E ora che sono di nuovo a casa, vi assicuro che sono piena di dolori.
Vago qua e la, il valoroso uomo ride. Osservo il panorama fuori dalla finestra, il sole che scalda e il cielo azzurro. "Che dici?Andiamo a visitare?Prendi la macchinetta fotografica?"
Il valoroso annuisce e prende la mia valigia per cercare. Cerca e cerca, poi prende l'altra. E dopo, assume quella faccia che ha sempre quando ha combinato qualcosa.
"Ops."
E fu così che la macchinetta rimase a casa. Per consolarci ci siamo stampati e costruiti questa macchinetta qui. Figuratevi se in un hotel a 5 stelle non c'era un po' di carta da stampare. E forse, la nostra fama pessima in fatto di manualità ci ha preceduto, visto che ce l'hanno portata in camera già fatta. Anche perchè le istruzione sarebbero state difficili da decifrare, essendo in francese.
Guardando il lato positivo, per fortuna c'erano loro. Vi immaginate se fosse accaduto al mare?
Vi assicuro che è successo pure quello.
Vizi di famiglia, li chiamavano una volta.
www.marieclaireidees.com
Sono svenuta.
Che potevo fare? Mi sveglio, e mi ritrovo il fidanzato che vuole scappare di casa.
"Macchè, macchè, voglio solo portarti fuori per il weekend."
Sono svenuta di nuovo.
Sistemati i miei problemi di pressione, mi alzo mangio al volo qualcosa e via!
"Ma mi hai messo in valigia tutto?"
"Certo!"
"Anche le calze antiscivolo?Anche la crema idratante?"
"Fidati, dove andiamo ci sarà tutto, anche se avessi dimenticato qualcosa."
"Ma quanto stiamo via? E la macchinetta manuale di mio papà l'hai presa?"
"Ti preoccupi troppo, ho tutto sotto controllo!"
Ovviamente, a queste parole avrei dovuto allarmarmi.
Ma arrivati a destinazione mi fa entrare in un hotel lussuosissimo. Io rimango sbigottita. C'è perfino lo chaffeur che se ti porti le valige da solo, si arrabbia. Arrivati in stanza, non proferisco parola dallo stupore. Aspetto che ci lascino soli e vado in esplorazione:
"Valoroso uomo!Il bagno è più grande di tutta la casa messa insieme!"
E poi arrivo al letto, e lì ragazzi, non mi sarei più alzata. Sono stata male al pensiero di tornare al mio letto Ikea. E ora che sono di nuovo a casa, vi assicuro che sono piena di dolori.
Vago qua e la, il valoroso uomo ride. Osservo il panorama fuori dalla finestra, il sole che scalda e il cielo azzurro. "Che dici?Andiamo a visitare?Prendi la macchinetta fotografica?"
Il valoroso annuisce e prende la mia valigia per cercare. Cerca e cerca, poi prende l'altra. E dopo, assume quella faccia che ha sempre quando ha combinato qualcosa.
"Ops."
E fu così che la macchinetta rimase a casa. Per consolarci ci siamo stampati e costruiti questa macchinetta qui. Figuratevi se in un hotel a 5 stelle non c'era un po' di carta da stampare. E forse, la nostra fama pessima in fatto di manualità ci ha preceduto, visto che ce l'hanno portata in camera già fatta. Anche perchè le istruzione sarebbero state difficili da decifrare, essendo in francese.Guardando il lato positivo, per fortuna c'erano loro. Vi immaginate se fosse accaduto al mare?
Vi assicuro che è successo pure quello.
Vizi di famiglia, li chiamavano una volta.
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venerdì 25 novembre 2011
Eco-tradizioni.
Il progresso è una gran cosa. Ci svegliamo grazie a un orologio preimpostato sul cellulare. Leggiamo le notizie del mattino sul pc, tramite internet. Ascoltiamo la musica tramite un marchingegno che possiamo nascondere nelle tasche. Leggiamo perfino i libri, su un sottile foglio di metallo, dove toccando lo schermo, puoi cambiare pagina.
Eh no, scusate ma questo proprio NO.
Non mi importa quanti chili mi devo portare in giro, ma sfogliare le pagine e toccarle, è così bello. Nel mondo dell'ipertecnologia, dovremmo tornare un po' indietro.
Non più ricerche su internet, ma tramite riviste specializzate. Non più acquisti online, ma solo in botteghe minuscole ma piene zeppe di cose. Acquistare online toglie la magia della ricerca e della scoperta.
Siamo onesti, ci impigrisce del tutto.
E basta, basta scrivere al computer. Io personalmente, lo odio. E' vero, comunico con voi, tramite questo aggeggio. Ma per quanto sia fondamentale, non è indispensabile per me, creare al pc. Molto spesso scrivo nei momenti più improbabili.
Una domenica mattina alle 8, ancora con il post sbronza, ho iniziato a scrivere freneticamente per dieci minuti buoni. Il valoroso uomo in coma, non capiva.
"Cosa stai facendo?Perchè ti muovi?" domanda tutto assonnato.
"Ho scritto un'articolo, lo leggi?"
E lui, senza nemmeno stupirsi e dire : "Ora davvero?Alle 8 della domenica mattina dopo che siamo andati a dormire tre ore fa?" ha preso e si è messo a leggere.
Non so come in realtà. Infatti ha preso il foglio con gli occhi chiusi e a tentoni se l'è messo sul viso.
"Bello" dice dopo un po', e si rimette a ronfare.
Ecco perchè sei valoroso, uomo mio.
Capite ora qual'è per me, il valore dello scrivere?
Non è solo pubblicare l'articolo online, avere un blog o qualcuno che lo legga. E' scrivere che ti rende chiare le cose. Si prende il quaderno, il mio rigorosamente di Muji, si posa la punta della penna sopra la carta e si inizia a muovere il polso e le dita con dolce ritmo.
E dopo un po', ecco che il foglio è pieno.
Come è pieno il mio quaderno. Finito tutto, dalla prima all'ultima pagina.
Sono quindi alla ricerca di un nuovo quaderno. Che sia sottile, non troppo grande ma nemmeno troppo piccolo. Che non abbia fogli con cui tagliarsi (quante volte..) e che non inquini (insomma siamo o non siamo ecofriendly?).
La soluzione sono questi quaderni: fatti si di carta, ma carta derivata dalla pietra. Salva gli alberi e inoltre non taglia. E finalmente potrò avere mani degne di essere guardate, senza più odiosi taglietti sottocutanei.
www.repap.it
Eh no, scusate ma questo proprio NO.
Non mi importa quanti chili mi devo portare in giro, ma sfogliare le pagine e toccarle, è così bello. Nel mondo dell'ipertecnologia, dovremmo tornare un po' indietro.
Non più ricerche su internet, ma tramite riviste specializzate. Non più acquisti online, ma solo in botteghe minuscole ma piene zeppe di cose. Acquistare online toglie la magia della ricerca e della scoperta.
Siamo onesti, ci impigrisce del tutto.
E basta, basta scrivere al computer. Io personalmente, lo odio. E' vero, comunico con voi, tramite questo aggeggio. Ma per quanto sia fondamentale, non è indispensabile per me, creare al pc. Molto spesso scrivo nei momenti più improbabili.
Una domenica mattina alle 8, ancora con il post sbronza, ho iniziato a scrivere freneticamente per dieci minuti buoni. Il valoroso uomo in coma, non capiva.
"Cosa stai facendo?Perchè ti muovi?" domanda tutto assonnato.
"Ho scritto un'articolo, lo leggi?"
E lui, senza nemmeno stupirsi e dire : "Ora davvero?Alle 8 della domenica mattina dopo che siamo andati a dormire tre ore fa?" ha preso e si è messo a leggere.
Non so come in realtà. Infatti ha preso il foglio con gli occhi chiusi e a tentoni se l'è messo sul viso.
"Bello" dice dopo un po', e si rimette a ronfare.
Ecco perchè sei valoroso, uomo mio.
Capite ora qual'è per me, il valore dello scrivere?
Non è solo pubblicare l'articolo online, avere un blog o qualcuno che lo legga. E' scrivere che ti rende chiare le cose. Si prende il quaderno, il mio rigorosamente di Muji, si posa la punta della penna sopra la carta e si inizia a muovere il polso e le dita con dolce ritmo.
E dopo un po', ecco che il foglio è pieno.
Come è pieno il mio quaderno. Finito tutto, dalla prima all'ultima pagina.
Sono quindi alla ricerca di un nuovo quaderno. Che sia sottile, non troppo grande ma nemmeno troppo piccolo. Che non abbia fogli con cui tagliarsi (quante volte..) e che non inquini (insomma siamo o non siamo ecofriendly?).
La soluzione sono questi quaderni: fatti si di carta, ma carta derivata dalla pietra. Salva gli alberi e inoltre non taglia. E finalmente potrò avere mani degne di essere guardate, senza più odiosi taglietti sottocutanei.
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