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mercoledì 21 marzo 2012

One year


Checche' tutti dicano che era ieri il primo giorno di primavera, io rimango assolutamente convinta che questa rara certezza della vita, cada il 21 marzo. Ovvero oggi.
Per il valoroso uomo e' un giorno molto particolare oggi. Non solo inizia la primavera, ma e' anche un anno che e' arrivato nel Paese dei Maglioni.

Mi ricordero' sempre la tristezza di quel giorno, il sole fuori dall'aeroporto e il mio uomo che se ne partiva. Sigh.

giovedì 2 febbraio 2012

Neve in città


Tanto tempo fa, quando eravamo due studentelli, io e il valoroso uomo iniziammo a frequentarci. Detta così sembrano davvero passati secoli. Fatto sta che, presa un po' di confidenza, il valoroso uomo fece il suo primo errore: mi invitò a casa sua. Io mi innamorai al volo della sua casetta, in centro a Milano, comoda e arredata bene.
Feci le valige e ops....!Mi trasferii da lui. Non per sempre. Ma diciamo che ogni tanto, dopo le giornate di studio (studio studio, non finto studio), rimanevo a casa sua a dormire.
Allora prima di dormire, ci preparavamo il tè caldo. Lo bevevamo seduti al davanzale della finestra della camera. La finestra dava su un vicoletto secondario, dal quale si vedevano tutti i tetti illuminati dalla luna.
Noi accoccolati sul davanzale, osservavamo fuori facendo congetture varie ed eventuali, inventandoci nuove vite nel caso il giorno dopo non avremmo superato l'esame. Solitamente la soluzione era sempre la stessa: scappare su un'isola caraibica. Ma sappiamo tutti che non è andata così: siamo scappati su un'iceberg, aka il Paese dei Maglioni.

Nel Paese dei Geloni, la finestra della mia stanzetta al tredicesimo piano, dava su un paesaggio spettrale e invernale. La prima mattina che ho aperto le tende e aveva nevicato, non sono riuscita a contenere l'entusiasmo. Dopo tre mesi, aprire le tende e vedere che nevicava ancora, mi creava qualche disturbo psicologico.

Nel Paese dei Maglioni invece, la nostra finestrella è un piccolo abbaino che si apre sul davanzale-grondaia, dove in primavera mettiamo i vasi delle piante, che muoiono subito ovviamente. Si sa che qui la primavera è solo una stagione sul calendario. La finestra dà sulla stradina, che si apre su una chiesa, e altri edifici alti tutti uguali, con i tetti nordici tutti decorati. Sembra davvero una stradina ottocentesca, tutta curata.
Ogni tanto mi perdo a guardare fuori, le gru in lontananza con le lucine di Natale (troppa fatica togliere gli addobbi), il cielo plumbeo che volta al rosato verso il tramonto e la gente paralizzata dalla neve. Tutto assume quel tocco di candore in più con la neve, che cade fitta fitta da una settimana. 

É proprio a questo che ho pensato osservando queste architetture di carta di Ingrid Siliakus. Gli edifici tutti bianchi, sovrapposti l'uno sull'altro, mi ricordano il tranquillo paesaggio urbano fuori dalla mia finestra. Sono piccole città incantate che escono a rilievo dalla carta, grazie alla tecnica del taglio e della piegatura. Sembrano la visione dell città in lontananza tutta innevata, quando arrivi col treno o con la macchina dopo un lungo viaggio. 
Come in una favola sulla neve. O come il Paese dei Maglioni. 
L'unico problema, è che quando la neve si scioglie, qui tutto assume l'aspetto delle architetture di Metropolis. Che sappiamo tutti, che non sono così accoglienti..









venerdì 20 gennaio 2012

L'appuntamento delle 17.00

Certe volte, odio il Paese dei Maglioni. Più che la neve, più che il freddo e il fatto che il sole tramonta presto, lo odio perchè non posso assaporare alcune cose normali, come stare con le amiche a bersi qualcosa. Soprattutto ora, che fa freddo e viene buio presto, mi tornano in mente i pomeriggi con le amiche a spettegolare, di fronte a un tè fumante.
Finite le lezioni, finita la noia mortale, affrontavamo la folla a gomitate e conquistavamo le macchinette. Una prendeva le ordinazioni e l'altra segnava, la terza difendeva la posizione acquisita.

Con altre amiche si passava il pomeriggio davanti a un tè, ridendo e scherzando, mangiando dolci su dolci e spettegolando alla grande.
Nessuno quando siamo in fase gossip, ci può distrarre, nè un bel ragazzo, nè una bella borsa o un paio di scarpe. Invece qui, torno a casa e senza il valoroso uomo mi ritrovo a spettegolare con Churchill, il quale ve lo dico, non sa mantenere nemmeno un segreto.

Ma che ci posso fare?
Almeno ho trovato queste belle confezioni di thè, le quali hanno anche una cartolina per spedirle. In questo modo le posso inviare a tutte le mie amiche, fissando un bell'appuntamento con il thè fumante davanti a skype.


www.postcardteas.com

giovedì 8 dicembre 2011

Disperazione dicembrina

Dicembre: periodo di vacanze e di festività. C'è il Natale, un bel ponte a inizio mese e i mercatini con il vin brulè. Le città si riempiono di luci, la tv trasmette solo scene felici. Le persone sembrano più buone, sorridono di più e forse, quest'anno arriverà la neve. Come gli altri anni ovviamente. W il Paese dei Maglioni: la neve arriva a novembre e non se ne va fino a marzo. La prima mattina che ti alzi e la trovi fuori dalla finestra, ti sembra di tornare bambino. L'euforia perdura fino a Natale, d'altronde, che Natale sarebbe senza neve?
Ma a Gennaio, si vede la gente per strada, che odia profondamente la neve.
Tornando a momenti e argomenti felici, è Dicembre, il mese più festoso dell'anno.

In mezzo a tutto questo festeggiare e essere felici, ci sono io. Che della spensieratezza prefeste ve lo dico da subito, non sono per nulla contagiata. A dicembre infatti cadono i due appelli universitari che hanno in mano il mio destino di studentessa.
E quindi io, secondo voi, quanto sono contenta che gli altri escano a far festa e io no?
D'altronde, se uno deve studiare, meglio che stia in casa. Il problema si è posto quando pur di non studiare, sono diventata una nerd del pc. Navigo, mi iscrivo a siti, ricerco qualsiasi cosa su internet.

E fu così, che lo studio divenne una cosa a me sconosciuta. Studio? Libri? Cosa vogliono dire queste parole?

Per fortuna si sa, ho al mio fianco il valoroso uomo che è intervenuto con una bella strigliata, seguita da pianti disperati (chiaramente non miei.). Devo dire che ha colto nel segno: spaventandomi un pochino e non facendomi piangere (perchè i pianti disperati lo ripeto, non sono stati i miei), mi sono messa sotto con lo studio dell'arte romana. Sto studiando così intensamente che ormai ho la nausea della ritrattistica romana: il ritratto di augusto? oh no vi prego.
Il ritratto di Pompeo? Ecco..il voltastomaco.
E la testa colosso di Costantino? Brr, nausea allo stato puro.
Dalla rappresentazione classica alla distorsione dei volti anche il mio viso è stato influenzato dalla trasformazione artistica: da volto normale, con espressioni da persona sana di mente, sono passata a espressioni tipo L'Urlo di Munch.

Coco Chanel
Basta, davvero.
Ma sotto l'occhio vigile del valoroso uomo che posso fare se non studiare? Un saltino su internet però l'ho fatto e ho trovato queste Scaricature di Serena Giordano. Le Scaricature come dice lei nel suo sito, sono ritratti ridotti all'essenziale della persona. L'idea alla base è geniale, per non parlare della possibilità di farle realizzare Scaricature di amici e conoscenti: basta inviarle alcuni oggetti e foto del soggetto e in men che non si dica ecco a voi la Scaricatura!





John Lennon
Sinceramente questa scoperta la potrei usare con un duplice scopo: da una parte commissionarne una del valoroso uomo (chissà cosa ne verrebbe fuori!) e dall'altra proporle come confronto al professore di arte romana. Alla fine l'idea base non differisce molto da alcuni periodi formali dell'arte antica. Con buona pace del professore, e anche mia: di sicuro passerò l'esame, ma sulla votazione alta ho forti dubbi. L'ultimo mio confronto assurdo a un'esame è stato tra le scenografie di Metropolis e quelle del paese incantato di Gardaland. E devo dire, che il prof non ha proprio gradito.





www.serenagiordano.com

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