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lunedì 23 luglio 2012

Murphy

Incredibile ma vero.
Sto letteralmente sudando.

So che magari l'immagine che vi si presenta davanti non e' delle migliori, ma io piango di gioia. Non e' afa, non e' il caldo umido. Ancora c'e' il vento gelido, ma posso uscire di casa, senza giacca. Dico, senza giacca il 23 di luglio.
Ole' Ole'.
Non potrei essere piu' felice.
E non sono l'unica. Qualcuno ha aperto le gabbie in citta', e spunta gente da ogni angolo e ogni via.

venerdì 8 giugno 2012

Pics of the week

Non so voi, ma a me sembra sempre che le settimane volino. E siamo di nuovo qui, al Pics of the Week!
Ecco a voi, i miei suggerimenti settimanali.

venerdì 27 aprile 2012

Pics of the week

E invece del solito appuntamento del venerdì, vene propongo un altro. Piccole foto delle novità di questa settimana avvenute nel Paese dei Maglioni.




Piccoli stralci di sole. Una flebile speranza, già disillusa. Sento la vitamina D che abbandona il mio corpo.

mercoledì 29 febbraio 2012

Empatia.

"Pronto?"
"Ehi sono io" dico con voce strozzata.
"Oh no, mia bella, ci risiamo?Che succede?" mi dice il valoroso uomo.
"Niente è che mi manchi...e ho finito il libro e ora sono tanto triste."

La cosa che auguro sempre a tutti è di essere toccati profondamente da una canzone, un film, una frase o un libro. Nell'ultimo periodo mi capita molto spesso. Sono più libera del solito, e finisce che passo le giornate a leggere storie d'amore. Non lo faccio apposta, ma finisce sempre che leggo film la cui trama è romantica. E  così sono un po' di giorni che finito un libro, chiamo il valoroso uomo:
"Scusami, ho finito Cime Tempestose e ora sono così commossa!"
Viaggiando in macchina o in treno, leggo e rileggo tanto che mi sento come il topo Firmino.

E oggi ho finito One Day di David Nicholls. Non ci avrei mai scommesso nulla, già la copertina mi sembrava così sdolcinata. Ma che volete farci, sotto sotto sono una romanticona.
"Tu ti innamori delle cose" mi dice ogni tanto il valoroso uomo. E' forse è un po' vero.
Non vi scrivo per consigliare o meno il libro. Voglio solo augurarvi di innamorarvi di piccoli piaceri quotidiani.
Vi è mai successo? Come accade non lo so, ma è uno dei grandi misteri che si nascondo dietro le passioni dell'uomo. Vi lascio con un po' dei miei piccoli piaceri.

Macaron, i migliori sono ovviamente di Ladurée. Specialmente  quelli alla mandorla e al pistacchio.

One Day di David Nicholls

San Giovanni Battista, Caravaggio



lunedì 30 gennaio 2012

Amelie.

Se pensate che la Parigi del Favoloso Mondo di Amelie non esista, vi sbagliate di grosso. Nel Paese dei Maglioni infatti, ogni tanto accade qualcosa di magico.
All'angolo della strada sotto casa, un uomo e una donna, accompagnano la passeggiata quotidiana delle persone con le musiche di Yann Tiersen, che costituiscono la colonna sonora del film. Il bar dove di solito mi incontro con il valoroso uomo dopo il lavoro, ha una vetrata con scritto il menù, che ricorda quella del bar dove lavora Amelie.

Ma sopratutto, mi sono davvero convinta che ci sia qualcuno qui, che è davvero Amelie. Non per forza lo è fisicamente, ma nello spirito. Basta fare piccole cose, assolutamente ordinarie e anonime, che possono lasciare il sorriso sugli altri. Come frasi dolci, scritte sul marciapiede. O frecce colorate per strada che portano a luoghi poco visitati ma stupefacenti.
Ebbene cose così, nel Paese dei Maglioni, accadono. E ne ho avuto la prova entrando in libreria.
Al primo sguardo sembrava tutto normale. Ma poi, mi è caduto l'occhio sui libri esposti.
Alcuni avevano un post-it sopra.

"Da leggere, assolutamente!"
"Bellissimo libro, aprilo e scopri il lavoro."
"Colpo di Fulmine"
Non so se sia stato un colpo di genio pubblicitario, ma io non voglio crederci. Mi piace l'idea che ci sia una Amelie tra di noi, pronta a mostrarci il bello che abbiamo sotto il naso.
E siccome mi piacerebbe mandarle un messaggio, farle capire che apprezzo ciò che fa, porterò in giro la mia nuova clutch. Una borsa che sembra un libro.
Olympia Le-Tan, francese, le realizza a mano.
Squadrate e regolari, hanno copertine di libri vintage. Virginia Woolf, Emily Brontë, Franz Kafka ma anche Molière e Dostoevsky. Io prima di scegliere ho affrontato il dilemma: Austen o Sallinger?




E me la porto orgogliosamente in giro, non per vantarmi intellettualmente, ma solo sperando di trovare Amelie con il maglione.



www.olympialetan.com

martedì 27 dicembre 2011

Mr. B.

Sperimentazioni culinarie in Casa dei Cappuccini, ovvero: ho fatto il budino. E che sarà mai, direte voi.
Avessi talento, vi rispondo io. E' vero, non ci vuole nulla.
Ma la mia capacità nel riuscire a combinare disastri facendo il purè, è entrata negli annali.
Conscia delle mie capacità mi faccio dare un po' di autostima chiamando Madre. Lei si che ce l'ha, il talento da pasticcera. Dopo la botta di autostima, mi dico: ce la posso fare. Apro la scatola, verso il contenuto nel pentolino con il latte e li mescolo.
Mescolo e mescolo, fino a che non bolle. E se 2+2 fa 4, il budino quando bolle inizia ad addensarsi.

Ma questo qui, non si addensa proprio. Bolle e ribolle ma nulla. "Mr B. vogliamo addensarci?"
Sono così disperata da parlare con un (quasi) budino. Mi agito un po', rileggo le istruzioni in una lingua assurda. Lascio Mr B. sul fuoco e traduco: far bollire per 3 minuti e versare. Si addensa da solo.
Questo è davvero il budino per le persone incapaci come me! A quel punto lo verso tutta contenta e lo lascio raffreddare. Ma come ogni cosa, anche Mr B. ha il suo difetto. La sera ero pronta, dopo cena, per gustarlo: lo rompo con il cucchiaino.

Prima bad news: nessuna pelliccina di sopra, ma un'incredibile compatezza e omogeneità.
Seconda bad news: il sapore è uguale ai budini confezionati.
TRAGEDIA!
E' mai possibile che il mio decennale rapporto con Mr B. finisca in un modo così drammatico?
"Ti ricordi che bello, quando dal budino si staccava la pellicina?Io la mangiavo tutta subito, mi illudevo che si ricreasse all'istante."
Ecco il mio illuso valoroso uomo, che cerca di tirarmi su il morale. Che bella sì, la crosticina. E quando mamma lo versava, com'era bello leccare la pentola?

Questi piccoli ricordi mi sono riaffirati leggendo Com'è bello: un compendio di ricordi di infanzia. Nel libro l'autore parla di tutto, dai giorni prima dell'inizio della scuola, al fare i compiti sul tavolo della cucina.
Leggendolo mi sono trovata immersa nella mia infanzia. E al diavolo il nuovo Mr B. Con una delusione del genere, non si può far altro che crogiolarsi con i dolci ricordi degli anni passati.



sabato 19 novembre 2011

C'era una volta..


Immaginate delle amiche giramondo. Non sono mai state vicine di casa, ma si incrociano come i treni nelle stazioni. Una abita a Nord, una a Sud, una a Ovest e una a Est. La bussola dell'amicizia.
Mettete una città e un social network. E' proprio per queste occasioni che li hanno inventati.
"Sto andando a Venezia, ti penso" ecco Nord che scrive a Sud. Le risponde Ovest: "Ci sono anche io! Ma dai potevi anche dirmelo!" mentre Est chiama Sud e lei chiama Nord.
Chiaramente tutte e quattro si muovono verso Venezia quel weekend, ognuno che parte dal suo gomitolo e segue il filo della sua vita che si incrocia con quello delle altre quattro.

Detto, fatto. Le quattro si trovano a Venezia. In una Venezia magica come quella di questo libro  fatta di segnali stradali, cavalli con cappellino che si aggirano per il Lido e turisti con i piccioni. Una Venezia fatta di riflessi d'acqua, di vie silenziose senza macchine. le quattro amiche mangiano sul lungomare, visitano i Giardini, osservano da una gondola Venezia di sera e passeggiano nelle calli con i panni stesi.
A me piace ricordarla così, come fece lui nel 1961, in questo libro di Miroslav Sasek, il grande illustratore cecoslovacco, rieditato negli ultimi anni.
Fa parte della collana realizzata dall'illustratore "This is" dove Sasek realizza queste guide illustrate di città di tutto il mondo: da Roma a New York, da Hong Kong a Londra. Stampati negli anni '60, nell'ultimo decennio è iniziata la corsa per le riedizioni e collezioni della collana.
This is Venice è libro indirizzato ai più piccoli, ma che fa sognare anche i più grandi.
Ecco perchè quelle quattro amiche sono in una storia che inizia (più o meno) con un C'era una volta.  Così ora posso smetter di sognare, chiudere il libro e sperare che l'incontro si avveri realmente.



 www.miroslavsasek.com

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