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martedì 10 aprile 2012

Pasquandovuoi

In questi giorni la parola d'ordine è stata: cibo, cibo, cibo e ancora cibo. Sapete che io sono una cicciona, quindi non ci sono stati che lievi problemi. Prego solo che questa settimana non mi si tenti con altre cene!

 

I tentativi di pasquetta di fare le uova tatuate sono falliti miseramente...ma l'importante, lo sapete anche voi, è provarci!

giovedì 26 gennaio 2012

Cucchiai-ology

Ricordate che circa un mese fa nella mia vita è accaduta una tragedia?
In realtà la Tragedia con la T maiuscola. Il medico infatti mi aveva vietato il cioccolato. E' stata dura: a Natale niente cioccolato. In montagna a sciare: niente cioccolato. Seduta sul divano davanti alla televisione: niente cioccolato. Ma non è servito a nulla, ovvero non era il cioccolato la causa del mio problema.
E allora che fare?
Semplice, ho dovuto recuperare il tempo perso. Sapete che qui, nel Paese dei Maglioni, la cioccolata è il cibo nazionale. Ma non mi sono fatta tentare. Finchè non è avvenuta la scoperta del secolo.

Ieri, stavamo facendo la spesa nel supermercato grande come un quartiere. Avevamo poco tempo, quindi era tutto un correre avanti e indietro.
"Prendo le spugne"  e via, che corro verso la zona detersivi.
"Vado a prendere le verdure" e il valoroso uomo corre nell'altra direzione.
Il punto di incontro era stato fissato, ma manco a dirlo, non è stato rispettato (fa pure rima).
Ma ci siamo ritrovati davanti al banco dolci (fatalità).
Nonostante quello che vi dico, siamo bravi. Non li compriamo mai, in modo da non avere la tentazione a casa. Semplicemente quando abbiamo voglia, finiamo in qualche caffetteria. Cosa che avviene più o meno ogni giorno. Almeno io, il valoroso uomo non ama il dolci (doppia tragedia o fortuna per me che me li mangio tutti?).

Fatto sta che noto dei tortini famigliari.
Dovete sapere che io ho dei dolci preferiti. Due. Uno è lo strudel di Madre. L'altro, le torte cioccolatose, sempre di Madre (vi ho già raccontato quanto sia brava a fare dolci..). Tra le torte al cioccolato ho avuto il colpo di fulmine con tale tortino-soufflè.
Il colpo di fulmine è avvenuto in un ristorantino di Parigi, nella zona del Musée d'Orsay. E' giunto imprevisto, dopo una cena a base di aglio condito con pollo. Ma come si scioglieva in bocca, caldo e morbido. Manco a dirlo, l'ho cercato invano, senza ritrovarlo. Per compensare mi sono affezionata ad altra torte, come la cheesecake. Ma quel tortino..me lo sognavo. Poco tempo fa, in un ristorante in Italia, eravamo a cena con i genitori del valoroso uomo.

Dopo aver mangiato come un bue, serro lo stomaco a qualsiasi idea di dessert. Il cameriere arriva, sparecchia e elenca i dolci. "Abbiamo anche un tortino al cioccolato, servito caldo."
Le mie orecchie si drizzano come quelle di un coniglio. E indovinate un po'? Il mio stomaco si riapre.

Ecco qui la storia del tortino, che si racchiude tutta nello sguardo che ho dato ieri al banco dei dolci. Ne ordiniamo due. Tentiamo di capire se si possono scaldare nel forno, ma negli autoctoni del Paese dei Maglioni la simpatia non è caratteristica conosciuta. Li portiamo a casa, con mille borse, su per le scalette in legno strette strette, tenendoli nella mano per preservarli. E dopo cena, li scaldiamo in forno.
E ragazzi miei, questo è il primo vero affare per cui rendo grazie di vivere in questo paese ameno dalla simpatia. Un po' solidi all'esterno, il cuore tenero si scioglieva in bocca. Siamo stati male, ne abbiamo implorati altri che cadessero dal cielo. Per la prima volta ci siamo sentiti appagati dalla spesa: infatti non so se vi ho mai menzionato come qualsiasi cosa qui costi come oro. Ma i tortini, stranamente, costano meno di 1€.
Cosa abbastanza sconvolgente per noi, che non avevamo mai visto un cartellino del prezzo che andasse sotto a 1.50€. E credetemi non esagero. (Leggasi: qualcuno mi dice che la nostra nuova dieta sarà a base di tortini.)

Ma sto divagando. E come li abbiamo mangiati questi tortini?
Forchetta o cucchiaio? Serviti con girandole di cioccolato e zucchero a velo?
Li abbiamo mangiati nudi e crudi in un piatto bianco candito, per individuare qualsiasi briciola. E visto che c'è posata e posata per mangiare le prelibatezze, abbiamo usato il cucchiaio. Noi siamo del partito del cucchiaio sempre e comunque. A tal punto che per un periodo avevamo un cucchiaio di legno con cui fare merenda, non un cucchiaino, ma un mestolo di legno, quello delle nonne.
Noi seguiamo la religione del cucchiaio. E non chiedetemi perchè, perchè non lo so. C'è chi si mette scolapasta in testa affermando che è la sua religione, e chi adora i cucchiai.

Ma come il cucchiaio di Droog, anche io ho una collana con un cucchiaio appeso. Pronto per essere usato per ogni evenienza: dal mescolare il caffè, al mangiare il Tortino. Non sia mai che la prossima volta aspetteremo fino a casa. Anzi, penso proprio che ne prenderò uno da mangiare prima di fare la spesa, per farmi forza e affrontare il quartiere-supermercato, e poi uno per casa, da gustarmelo con calma. Perchè anche l'attesa nella scoperta di certe cose, ha la sua parte.



www.droog.com

martedì 27 dicembre 2011

Mr. B.

Sperimentazioni culinarie in Casa dei Cappuccini, ovvero: ho fatto il budino. E che sarà mai, direte voi.
Avessi talento, vi rispondo io. E' vero, non ci vuole nulla.
Ma la mia capacità nel riuscire a combinare disastri facendo il purè, è entrata negli annali.
Conscia delle mie capacità mi faccio dare un po' di autostima chiamando Madre. Lei si che ce l'ha, il talento da pasticcera. Dopo la botta di autostima, mi dico: ce la posso fare. Apro la scatola, verso il contenuto nel pentolino con il latte e li mescolo.
Mescolo e mescolo, fino a che non bolle. E se 2+2 fa 4, il budino quando bolle inizia ad addensarsi.

Ma questo qui, non si addensa proprio. Bolle e ribolle ma nulla. "Mr B. vogliamo addensarci?"
Sono così disperata da parlare con un (quasi) budino. Mi agito un po', rileggo le istruzioni in una lingua assurda. Lascio Mr B. sul fuoco e traduco: far bollire per 3 minuti e versare. Si addensa da solo.
Questo è davvero il budino per le persone incapaci come me! A quel punto lo verso tutta contenta e lo lascio raffreddare. Ma come ogni cosa, anche Mr B. ha il suo difetto. La sera ero pronta, dopo cena, per gustarlo: lo rompo con il cucchiaino.

Prima bad news: nessuna pelliccina di sopra, ma un'incredibile compatezza e omogeneità.
Seconda bad news: il sapore è uguale ai budini confezionati.
TRAGEDIA!
E' mai possibile che il mio decennale rapporto con Mr B. finisca in un modo così drammatico?
"Ti ricordi che bello, quando dal budino si staccava la pellicina?Io la mangiavo tutta subito, mi illudevo che si ricreasse all'istante."
Ecco il mio illuso valoroso uomo, che cerca di tirarmi su il morale. Che bella sì, la crosticina. E quando mamma lo versava, com'era bello leccare la pentola?

Questi piccoli ricordi mi sono riaffirati leggendo Com'è bello: un compendio di ricordi di infanzia. Nel libro l'autore parla di tutto, dai giorni prima dell'inizio della scuola, al fare i compiti sul tavolo della cucina.
Leggendolo mi sono trovata immersa nella mia infanzia. E al diavolo il nuovo Mr B. Con una delusione del genere, non si può far altro che crogiolarsi con i dolci ricordi degli anni passati.



lunedì 19 dicembre 2011

Una Tragedia.

Posso farvi una domanda?
Avete un cibo preferito? Dolce o salato. La pizza o i biscotti.
Ognuno di noi ha il proprio cibo preferito. Eccco, se devo dirvi il mio...beh io ne ho troppi. Dal pasticcio della nonna al risotto dell'altra nonna. Dagli spaghetti al pomodoro di papà, al cibo indiano che compra il valoroso uomo (scherzo, anche lui sa cucinare). Per non parlare, dei dolci che fa mia mamma, da impazzire.
Ma se devo dirla tutta..il mio cibo preferito è forse la cioccolata.
Fin da piccola, vivevo di cioccolata.

La leggenda vuole che prima ancora di nascere, nella pancia di Madre, si dà il caso che galleggiassi non nel liquido amniotico, ma nella Nutella. Madre conferma di averne mangiati vasi e vasi. Quante volte, facevo indigestione. Quante volte poi, indovinavo con gli occhi chiusi le marche e tipologie di cioccolato.
Ora, non ne parliamo neppure: la Terra dei Maglioni è anche la patria della cioccolata.  Peccato però, che non sappiano cosa sia la cioccolata Ciobar. Dovete sapere che se ordini la cioccolata calda ti arriva una brodaglia che il Nequisk stesso disgusterebbe. Ah, che nostalgia, la cioccolata, cremosa, densa e fumante.

Ma ecco che arriva la tragedia.
Era da mesi e mesi che avevo un disturbo allo stomaco. Esasperata, sono finalmente andata dal mio dottore di fiducia.
"Signorina, qui bisogna fare una dieta disintossicante. Niente junk food, niente alcolici e niente dolci. Specie la cioccolata."
Sono svenuta. Letteralmente. E questo ha confermato completamente la tesi del mio dottore.
Ma come posso fare? Disperata, me ne torno a casa attraverso la via dei cioccolatai: che condanna, che punizione passare da li.

Il valoroso uomo però, vede sempre il lato positivo delle cose. E per farmi ridere si è presentato con il dvd della Fabbrica di Cioccolato di Tim Burton, il libro di Roald Dahl e questi baffi di cioccolato posti sul viso. Diego Ramos, un designer di Barcelona, ha realizzato in collaborazione con Chocolat Factory, Mr. Chocolate. Questi baffi in sei versioni, sono commestibili ed essendo su bastoncini si possono usare come maschera, per diventare chi si vuole o per ridere.

E mentre io rido, il valoroso uomo, se li mangia tutti in un baffo (tanto per rimanere in tema).



www.diegoramos.es

www.chocolatfactory.com

giovedì 20 ottobre 2011

Litigando amorevolmente

Periodo di litigi in casa dei Capuccini. Eh si che volete farci, pure a noi capita.
Alcuni amici amano classificare i litigi a seconda del periodo temporale:
"Siete insieme da sei mesi?Beh se litigate è normale, è la crisi del sesto mese."
"Fate un'anno e state litigando? Beh è normale è la crisi dell'anno e mezzo che avanza e giunge in anticipo."

E la mia espressione ogni volta è uguale a quella di un sedano. Bando alla ciance e w i consigli.
Il problema fondamentale degli ultimi litigi è che sono litigi un po' agli antipodi. Ci capitano quando siamo in casa (e voi sapete che la nostra casa è larga quanto un quadrato di cioccolato di Rittersport) o quando uno dei due è via. Bene, direte voi, è normale litigare fuori e dentro casa.

Certo, vi dico io, ma provate a litigare nella casa formato Rittersport. Se il valoroso uomo mi offende (non sto nemmeno a dirvi che è sempre colpa sua) io dove posso andare a fare l'offesa? In bagno. Allora prendo e me ne vado in bagno. Ma purtroppo nel minibagno non si respira, per non parlare che fuori c'è una persona che continua a parlare e a dirmi di uscire. Non posso nemmeno usare la violenza perchè rischio di sporcare e distruggere sul muro qualsiasi  cosa. E di essere distrutta dalla forza del mio valoroso (insomma sarà valoroso per qualcosa no?).
Questi sono i lati negativi. I lati positivi sono che in questo modo, o risolviamo o risolviamo. Sapete no, come si comportano le persone messe alle strette...altrochè esperimenti scientifici! Basterebbe che gli esperti venissero a studiare noi.

Un'altro discorso riguarda le litigate fuori casa. Non parlo di quelle al bar, dove ci guardano tutti con lo sguardo ebete del tipo: Ma che stanno a dì questi?
Parlo di quando uno dei due è lontano e parte il litigio. Impossibile fermarlo. Abbiamo deciso di brevettare questa nostra tecnica perchè davvero ormai è collaudata. Gli ingredienti sono: una chat, skype, la stanchezza della giornata e la lontananza. Aggiungetegli una parola qualsiasi, tipo SMS...e voilà! La litigata è pronta.

Ore e ore su skype, a parlare scrivere e insultarsi senza capire davvero nè il motivo, nè quello che l'altro sta dicendo. Ma forse ho trovato un rimedio.
In biblioteca ho preso in prestito un libro per ragazzi: Diario di una schiappa di Jeff Kinney. Un libro-fumetto esilerante sulle avventure di un bambino che cresce e non vuole essere una schiappa. Povero Greg, non sa che ora va di moda essere schiappa.

Beh comunque torniamo a noi. Nel libro Greg racconta che la mamma stufa delle sue lamentele e di quelle del fratello ha inventato la Tartaruga Chiaccherona. Una tartaruga che stava ad ascoltare tutte le loro lamentele al posto della mamma. Non so perchè questa tartaruga mi è rimasta impressa. Che sia la soluzione ai litigi della casa dei Cappuccini-Rittersport? Fatto sta che la tartaruga non l'ho trovata, ma ho trovato questa lampada, una lampada che sembra avere un collo lunghissimo e una testa: fatta apposta per essere insultata e per sfogarsi. Penso che ne prenderò una per me e una per il valoroso uomo: in questo modo magari, riusciremmo a sfogarci su queste lampade a collo lungo prima di passare le ore litigando.

Inoltre per la consolazione finale comprerò anche questi due: il dinosauro per il valoroso e l'elefantino per me.

 Così dopo la litigata, quando la nostalgia avrà il sopravvento, potremmo abbracciare loro per consolarci.
Sperando sempre che il valoroso uomo non faccia finta che il dinosauro sia io, se no hai voglia come ricomincio volentieri a litigare.









www.emmohome.com

www.furnituremagpies.com

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