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lunedì 14 maggio 2012

Sprint Hicthcockiano


Non so se ve l'ho gia' detto, ma sabato sera dovremmo affrontare una grande sfida.
Perlomeno io, visto che il valoroso uomo e' ben allenato.
Non so come, ne' quando, ne' perche' io abbia deciso di partecipare alla squadra per la maratona. 4 tappe, 3 uomini, una donna.
Mi uccideranno. Ho la responsabilita' del primo turno, dove un po' tutto si decide.
Confido nelle mie scarpe, che mi faranno volare come il dio Hermes.

mercoledì 7 marzo 2012

Una guerra quotidiana

Un po' di tempo fa, sono tornata in Italia per fare visita a Madre e Padre. Ho lasciato il valoroso uomo a sè stesso nel Paese dei Maglioni. Anche se di solito la mia fiducia rispetto alle sue capacità di farcela da solo è pari a zero, in realtà sa gestirsi molto bene. E' in grado di fare le grandi scelte che toccano qualsiasi ragazzo che vive da solo: pulire o cazzeggiare?
Secondo voi che sceglie lui? Di solito quando gli faccio notare che se pulisce un po' alla volta non bisogna poi perdere un'intera giornata a sistemare lui assume il tono tragico: "Ma insomma, vado al lavoro torno a casa, devo mangiare e poi dovrei pulire e sistemare?Ma che vita faccio?Questa non è vita, io ho bisogno di un po' di libertà!Ho bisogno di passare la serata a giocare al pc!"
E ovviamente, avendo la parlantina da avvocato, mi convince.

Ma sto divagando. Dunque io me ne sono tornata nella mia cameretta con il mio lettino e il caos primordiale che sono in grado di generare nel giro di due minuti. Madre ovviamente detesta questa mia capacità, soprattutto da quando ha capito che quella che tiene in ordine la casa nel Paese dei Maglioni sono io.
Una mattina mi sveglio e mi ritrovo 10 chiamate sul cellulare da parte del valoroso uomo.
Ma che sarà mai successo? La casa è andata in fumo? I piccioni hanno attaccato e sono entrati in cucina?
Lo chiamo e mi risponde con una voce stremata.
"Ma dove sei che sento l'eco?"
"Sono in bagno"
Visto che mi risponde in bagno, poteva anche evitare. Lasciamo solo lui e il suo momento di meditazione. Ma poi inizia a raccontarmi e a spiegarmi perchè si trova in bagno.

Dovete sapere che io ho una fifa terribile degli insetti. Ma mai come il valoroso uomo rispetto alle api. Valoroso un piffero insomma. Fatto sta che la sera stava per addormentarsi e ne sono entrate 5 in assetto da guerra. La soluzione che ha trovato lui è stata quella di barricarsi in bagno e controllare la situazione dal buco della serratura. Ma essendo mezzanotte ha deciso di rispondere all'attacco per potersene andare a letto. Armato di tutto punto con asciugamani avvolti attorno alle braccia e protetto dall'accappatoio (Leggasi: uno spaventapasseri) è uscito dalla base-bagno e ha iniziato ad attaccare. Lo scontro è andato avanti un paio di ore e poi stremato, il valoroso uomo rendendosi conto che non avrebbe sconfitto l'ultima ape-nemica si è ritirato nel bagno con un cuscino e si è messo a dormire. (True story. Ve lo assicuro.)
Il problema è che il nostro bagno non è più grande di una scatola di sardine. Ecco spiegato il perchè della voce stremata e del suo modo di camminare che, a detta sua, era quello di Quasimodo di Notre Dame.

Ecco perchè ora, fuori dalla nostra finestra c'è questa bellissima casetta per api. Con tutti i confort della categoria e pagata in contanti, può ospitarne fino a 100. Magari poi ci regalano un po' di miele. Che ne dici valoroso uomo?Può andare bene, o da ora in avanti si intensificherà la lotta? Ai posteri l'ardua sentenza.



www.alllovelystuff.com

lunedì 28 novembre 2011

Io&LaGatta


Una mattina nebbiosa, mi arriva una chiamata da Madre.
Rispondo con la voce ancora assonnata e sento che Madre è strana, la sua voce di solito acuta, si è fatta dolce.
"La gatta è morta" sentenzia. Che mi venga un colpo. La mia gatta?
Morta?

La mia gattona nera ha passato con me più della metà della mia vita. Tranquilla, schiva ma allo stesso tempo affettuosa: la sua coda passava sempre davanti al video quando ero su skype con i genitori.
Indimenticabile quando tornati a casa, salutava silenziosamente tutti. Invecchiata era invecchiata, ed era molto tempo che stava male. E poi era un gatto, un'animale.
E allora come mai la mia telefonata con Madre si è trasformata in un fiume di lacrime?
Lei piangeva, io piangevo. Ad aumentare la mia lacrima facile, c'era il libro che stavo leggendo: Io & Marley, che parlano del rapporto di una famiglia con il proprio cane, da quando nasce fino a quando muore lasciando un vuoto immenso.
Provate solo ad immaginare in che stato ero.

Due-tre giorni dopo, arriva un pacco. La mia mamma supertecnologica mi ha mandato un regalino: una bella ciotola, gialla. Grazie mamma, anche se hai confermato che non sai quale sia il mio colore preferito.
Che carina però, Madre!






La chiamo e la ringrazio. "Hai capito perchè te l'ho regalata?"
Francamente, Madre, brancolo nel buoi più totale: una ciotola. Gialla. Perchè?
"Riempila di latte" mi dice. Io ci metto il latte, la guardo e mi metto a piangere disperata.
All'interno infatti, la ciotola è stata smussata per creare la forma di un gatto. Del MIO gatto. E me l'ha regalata la MIA mamma.
Capite quando dico che ho la lacrime facile?










www.bernardaud.fr

mercoledì 9 novembre 2011

Allargando la famiglia-A bigger family



E' tempo di mettere su famiglia!” le parole mi escono dalla bocca, prima che siano approvate dal cervello e le nostre amiche a cena impallidiscono. E con loro il valoroso uomo. “Ma non vi preoccupate, voglio solo prendere un pesce!” . E le facce dei commensali ripresero colorito. Il valoroso uomo stentava a crederci. “No davvero un pesce? Uh che bello!” ed eccolo che torna bambino (bello lui!).

È fu così che arrivò Curchill. Bello contento Churchill non sa che è già uno scarto ittico: il povero pesce è stato scelto dalla commessa, dopo che mi aveva detto che il pesce che volevo io era malato. Il Churchill sostituto ha poi dovuto soffrire la fame visto che io, da brava padrona, mi sono dimenticata di comprargli il cibo. Ma la scelta dell'acquario è stata la peggiore. Dopo ore e ore di indecisione davanti a bocce quadrate, sferiche i e di forme strane ho scelto una che ricorda il secchiello per lo champagne dove capeggia la scritta: Establishment 1917. “Che male c'è?” ho pensato “Magari Churchill impara a leggere”.

Dopo tutto questo sono tornata a casa e navigando su internet ho scoperto alcune cose fondamentali:
  1. i pesci non amano gli spazi piccoli preferiscono e lunghi acquari;
  2. tutti boicottano la boccia perchè non fa bene ai poveri pesci rossi;
  3. l'acquario deve essere areato e con depuratore;
  4. il pesce va messo in acqua ferma e non appena messa.

Secondo voi quante ne ho azzecate? Non ve lo dico e aspetto le vostre risposte.
Nel frattempo speriamo che Churchill resista, in modo da comprovare che i pesci possono vivere in boccia. Nella speranza che non diventi come quest'opera di Jan Sae Wook.












martedì 27 settembre 2011

L'arte non è cosa nostra.

Eh si, la casa perfetta. Il moroso valoroso, una bella città in cui vivere. Crepate di invidia vero?
Beh signori, non è tutto oro quel che luccica. La casa è in centro, scendiamo e abbiamo il bar di fiducia, la pasticceria, la libreria. Ma come tutte le case vecchie abbiamo un problema.
Inizia al mattino, e con un rumore inquietante continua fino a che non si sente tubare.
Al posto di vicini guardoni noi abbiamo dei simpatici piccioni che non stanno mai zitti.

Nelle corte interna la lotta con i questi da parte delle varie case limitrofe lascia sul terreno feriti e munizioni: cd veccchi distrutti, capsule di veleno, e tanta, tanta presenza di prodotti piccioneschi.
Diciamo che non ne possiamo più. La vicina di casa è al limite della sopportazione, noi pure. Abbiamo iniziato una guerra sul pianerottolo con il valoroso uomo pronto a spaventare ogni piccolo uccello schifoso che si posi sulla finestra. Il punto fondamentale è che c'è un buco sul sotto tetto dove questi esseri in mondi hanno fatto la casa. Ormai nelle passeggiate in città vediamo quelli che hanno il nido da noi e li riusciamo anche a chiamare per nome. E loro ci rispondono(!).

La guerra è arrivata sul tavolo dell'amministratore nella speranza che questi faccia il suo lavoro e ci aiuti. Nel frattempo l'unico modo è barricarsi in casa, e buttarla sul ridere. Propongo come nuova spesa condominiale di prendere queste lampade per le scale: sono lampade di Ed Carpenter a forma di questi simpatici animali gialli, rossi, grigi e blu, magari in questo modo riusciamo ad esorcizzare i veri piccioni.


Nel frattempo, senza entrare nel merito della critica o dell'argomento artistico(troppo complicato e raffinato rispetto ai piccioni), vorrei far notare solo una cosa. Mr Cattelan e i tuoi piccioni alla Biennale: prova tu ad averli fuori dalla finestra che ti guardano come questi imbalsamati ma vivi che non smettono di tubare. Vediamo un po' se hai voglia di farci una bella opera d'arte......



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