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giovedì 23 agosto 2012

La grande verita'.


Una persona puo' anche pensare di essere una gran bella persona. Che studia, si impegna, che lavora e si appassiona.
Ma ecco la grande verita': finche' non imparerete ad aprire una cucitrice e metterci i punti non sarete nessuno. NESSUNO.

lunedì 2 aprile 2012

Egocentrismo alla seconda, terza e quarta.


E insomma, miei cari, pure io ho passato il traguardo degli "ata" e "dott.".
Insomma si, sono diventata un'egregia dottoressa laureata, che fa molto chic e nobiltà ("Più nomi ci metti, più sembri nobile" parola del valoroso uomo). Vi lascio immaginare il calo di tensione e tutto il resto. Ma con oggi, siccome è una settimana che vi stresso (tra l'ultimo post e la pagina di Facebook mi sento davvero un'egocentrica) la concludo qui.

Laureandomi in storia dell'arte, ho deciso di diventare parte integrante della Primavera del Botticelli, grazie alla corona d'alloro.

lunedì 19 marzo 2012

Giusto in tempo per non perdersi l'inizio.


Se esistesse una carta fedelta' per chi viaggia in aereo, molto probabilmente il valoroso uomo ed io ne saremmo proprietari. Negli ultimi tempi le ore che abbiamo passato in volo sono aumentate esponenzialmente, con tutto cio' che ne consegue.
Nell'ultimo viaggio che ho compiuto in solitaria, sono partita verso sera. Dovevo prepararmi a un viaggio immane tipo esodo. Infatti, non esiste collegamento aereo per il Paese dei Maglioni. Almeno per noi comuni mortali. Se puoi sborsare mille euro per l'andata e mille per il ritorno allora e' tutto un altro discorso.

giovedì 16 febbraio 2012

Una ricerca continua.

E storia dell'arte sia. E che vuol dire, direte voi.
Vuol dire tutto, miei cari. Quando uno si vota all'arte, in qualsiasi forma, vuol dire che si dedica alla ricerca della bellezza in ogni sua forma.
Ma non dovete confondere queste parole, non c'è niente di più distante da un ricercatore di bellezza che essere uno di quei critici professionisti un po' troppo agè, un po' troppo acculturati.
Non amo ascoltarli, non amo leggerli.

Amo cercare, guardare, osservare. La bellezza, lo sapete, è ovunque voi vogliate vederla.
A questo punto, non smettete di leggere. Non sono paternali, nè voglio scrivere una predica. Vi parlo di bellezza e arte, senza dire niente. Vi parlo praticamente di aria, perchè è fondamentale che voi, miei cari lettori, sappiate riconoscere la bellezza.
Non per me, ma per voi. Non servono libri, nè corsi specifici. Ma se sapete apprezzare la bellezza, so che riuscirete ad apprezzare questa nuova forma di arte. Un'arte culinaria, ma nemmeno tanto.
Brittany Powell, artista americana, si è dedicata alla Sandwich Art. Una merenda diversa, sulla fetta di pane, gli ingredienti sono sistemati come fossero un quadro, da Mondrian a Klimt, per poi passare a Pollock e Rothko.

E guardandoli, il mio cuore istruito ad arte, non ha potuto non avere un moto dell'anima (come direbbero certi professionisti del settore.)



...vediamo un po' se indovinate questi artisti!

lowcommitmentprojects.com

venerdì 11 novembre 2011

Ingorghi pedonali.


Oggi mi piacerebbe raccontarvi del perchè l'uomo valoroso sia valoroso. Lui lava, stira, pulisce i pavimenti, cucina, si ingegna per bellissime sorprese e mi fa ridere tantissimo. Quando è in vena. Quando non lo è, la sua simpatia aumenta per compensare il fatto che lavare, stirare, pulire e cucinare li farà in un tempo imprecisato definito “Più tardi” o ancora meglio “Ma dai, ci vogliono cinque minuti, lo faccio più tardi.”
Certe volte quindi questo tempo imprecisato si protrae per ore e giorni. La piccola casa rittersport diventa quindi una bomba implosa con mucchi di vestiti da lavare, ammassi di libri sulle sedie e piatti nell'acquaio. Per non parlare di quando si stende (leggasi: o noi, o lo stendino).

Non fraintendemi, anche io mi batto bene. Io voglio sempre sistemare..ma poi non muovo un dito. E cosa si può fare per non trasformare il weekend sacrosanto in una due giorni di pulizia totale con offerta last minute?
Ebbene noi usciamo: andiamo a fare la spesa, al parco, portiamo fuori gli skate e vaghiamo per la città. E vagando per la città io ogni tanto mi blocco davanti a una vetrina. Di solito mi fermo e non provoco danni a nessuno.
Ieri però ho creato un ingorgo pedonale. Mi sono fermata su un marciapiede dove oltre a me e al valoroso uomo, stava passando mamma con carrozzine, vecchietta impettita e una famiglia di energumeni nordici.
Chiaramente l'ingorgo è durato un po' prima che me ne accorgessi mentre il valoroso uomo dirigeva il traffico. E che cosa guardavo? Semplicemente guardavo lui. 


Maurice Douard, pittore francese che dipingeva (a detta del suo sito) e vendeva già opere alla tenera età di 14 anni realizza quadri che catturano l'attenzione e si fa fatica a staccarsi. Il fondo mondriano, con colori densi fanno emergere i soggetti futuristi. Futuristi, Mondrian? Cose già viste direte voi.
Ma a vederli in sequenza, lo sfondo lineare con le figure che si muovono sembra di assistere a una danza che fuori esce dai quadri stessi. Un po' come nel cartone di Anastasia quando dai quadri escono le coppie che ballano. Ecco, il perchè dell'ingorgo pedonale. Dite che ne è valsa la pena?

venerdì 14 ottobre 2011

Discussioni al burro d'arachidi cioccolatoso

"Tu menti!" urlo in direzione del valoroso uomo.
"No proprio per niente, davvero questa volta o mia bella, sei tu che hai torto." afferma lui riuscendo a schivare il pezzo di pane che gli sto lanciando.
"Ah no è...non esiste mio caro. Sempre la solita storia: la fai passare come se io avessi sempre ragione per poi darmi il colpo di grazia. Eh non valoroso uomo del paese fatato, tu non mi raggiri così" rilancio io scagliandogli un vasetto di nutella, che grazie al cielo prende al volo. E per fortuna, avete presente pulire il muro di Nutella?

Beh non divaghiamo. Vi riporto un tipico litigio in casa dei Cappuccini. La discussione verteva ovviamente su due estremi: è meglio, il cioccolato o il burro d'arachidi?
Io ovviamente sono ghiotta di tutti e due. Ma per questa battaglia ho messo le vesti di chocolate defender.
"No davvero io proprio non capisco. Non è vero che la Nutella fa ingrassare di più del TUO burro d'arachidi."
Chiaramente, noi discutiamo di cose davvero utili per l'umanità.

Il mio problema è che il valoroso uomo, riesce a stravolgere i punti di vista. Ed è proprio questo è successo. "Ma no, o mia bella, il punto è che tu vedi le cose da una prospettiva sbagliata. Non devi basarti su quanto faccia ingrassare ma su quanti cucchiai ne puoi mangiare. Le calorie certo contano ma devi vedere in che modo puoi mangiare i due prodotti. Diciamo che la Nutella si applica si sul pane, ma molto spesso è un'aggiunta a cibi già molto calorici come frittelle, briosche, biscotti..mentre il burro d'arachidi lo metti con la marmellata sul pane, ma non ha molte altre funzioni."
Voi ci avete avete capito qualcosa? Io francamente mentre discutevo con lui mi sono persa appena ha nominato Nutella la prima volta. (Leggasi: ah Nutella..mmm con la ricotta che buona, mmm col mascarpone che bontà! e sul pandoro?? Tutto ciò mentre l'uomo parlava.)

Questa sua capacità quanto è odiosa tanto più è ammirabile. Molto spesso infatti tendiamo a vedere le cose o a trovare soluzioni a senso unico. Vivendole poi come autoimposte, senza pensare che un modo diverso di vedere ma anche di affrontare le cose esiste.
Per esempio, poniamo che dobbiate per forza fare una cosa. una cosa non rimandabile per la quale però sacrificate un'altra cosuccia per voi più importante e che vi renderebbe molto più soddisfatti. Parliamo per esempio di lavoro, un lavoro che non vi piace. Vorreste cambiare, mandare tutti a quel paese e andare a vivere in un'isola deserta? E perchè non farlo? Per la cosa chiamata lavoro? Molti di noi per questo non corrono il rischio, vivendo le cose come una strada a senso unico senza via di uscita. Ma le vie di uscita ci sono, nascoste e poco segnalate. Sta a noi decidere se mettere la freccia e svoltare o andare sempre dritto. E magari essere più felici.
Fine momento filosofico buddisda offerto dal guru Valoroso Uomo.

Riguardo però al tema di concetti convenzionali, pochi giorni fa ho visitato una mostra dove c'era un'opera d'arte collettiva. E' chiamata 365° Lateral Thinking Box.
Consiste in due pareti, sulla quale sono scritte tre colonne di parole usate molto frequentemente: da bomba a buio, da raccogliere a aggiungere, da contrario a gru. A fianco di ogni parola c'è un piccolo chiodo. A vederla così io e la Madre(che mi accompagnava ma non avrei mai detto si mettesse a interagire) abbiamo guardato il tutto perplesse. Ma con l'aiuto di un'elastico(e di una spiegazione) tutto è stato più semplice. Si trattava di collegare con l'elastico una parola di una parete con una parola dell'altra parete. Non bisognava seguire nessun'altra regola, solo connetterle a istinto. Il risultato è stato sorprendente. Le connessioni fatte andavano dalle più strane a quello più ovvie, ma anche a quelle più introspettive e intime.
L'idea di quest'opera parte tutta dal Pensiero Laterale di Edward de Bono, finalizzato alla scoperta di una diversa angolazione per guardare le cose.

Attraverso disturbi semantici che sono giochi di parole che assumono significati diversi a seconda dei contesti, gli opposti e contrari fino alle associazioni di idee che ci collegano alle varie parole, quest'opera d'arte diventa un'opera dove si interagisce attraverso una rilfessione profonda ma anche grafica. Il risultato finale, come dicono i creatori, è lo stato apparentemente confusionale delle cose con cui ci confrontiamo ogni giorno.




Avrei dovuto far interagire anche l'uomo valoroso. Avete presente poi, cosa ne sarebbe venuto fuori?
Sarebbe partito dalla Gru per arrivare alle patatine fritte. Magari argomentando il fattore calorie.


www.utilitamanifesta.it

martedì 27 settembre 2011

L'arte non è cosa nostra.

Eh si, la casa perfetta. Il moroso valoroso, una bella città in cui vivere. Crepate di invidia vero?
Beh signori, non è tutto oro quel che luccica. La casa è in centro, scendiamo e abbiamo il bar di fiducia, la pasticceria, la libreria. Ma come tutte le case vecchie abbiamo un problema.
Inizia al mattino, e con un rumore inquietante continua fino a che non si sente tubare.
Al posto di vicini guardoni noi abbiamo dei simpatici piccioni che non stanno mai zitti.

Nelle corte interna la lotta con i questi da parte delle varie case limitrofe lascia sul terreno feriti e munizioni: cd veccchi distrutti, capsule di veleno, e tanta, tanta presenza di prodotti piccioneschi.
Diciamo che non ne possiamo più. La vicina di casa è al limite della sopportazione, noi pure. Abbiamo iniziato una guerra sul pianerottolo con il valoroso uomo pronto a spaventare ogni piccolo uccello schifoso che si posi sulla finestra. Il punto fondamentale è che c'è un buco sul sotto tetto dove questi esseri in mondi hanno fatto la casa. Ormai nelle passeggiate in città vediamo quelli che hanno il nido da noi e li riusciamo anche a chiamare per nome. E loro ci rispondono(!).

La guerra è arrivata sul tavolo dell'amministratore nella speranza che questi faccia il suo lavoro e ci aiuti. Nel frattempo l'unico modo è barricarsi in casa, e buttarla sul ridere. Propongo come nuova spesa condominiale di prendere queste lampade per le scale: sono lampade di Ed Carpenter a forma di questi simpatici animali gialli, rossi, grigi e blu, magari in questo modo riusciamo ad esorcizzare i veri piccioni.


Nel frattempo, senza entrare nel merito della critica o dell'argomento artistico(troppo complicato e raffinato rispetto ai piccioni), vorrei far notare solo una cosa. Mr Cattelan e i tuoi piccioni alla Biennale: prova tu ad averli fuori dalla finestra che ti guardano come questi imbalsamati ma vivi che non smettono di tubare. Vediamo un po' se hai voglia di farci una bella opera d'arte......



venerdì 29 luglio 2011

La via sotto casa

Se esco di casa mi trovo immersa in una bellissima viuzza.
Ordinata e con poche macchine che passano comprende bar, una libreria(la mia seconda casa), un negozio di fiori che sembra piu' una boutique che un fioraio, vari negozi di vestiti(moooolto costosi), un negozio di antiquariato che espone due poltrone che sono diventate un mio oggetto del desiderio e un paio di gallerie.
I marciapiedi ai lati sono ordinatissimi e puliti, non c'e' mai rumore e sembra di essere fuori dal mondo.

In qualsiasi direzione io debba andare cerco di passarci.
Per prima cosa, mi fermo a guardare i negozi di vestiti chic sia per bambini(ma cosa gliene frega a loro di avere la cintura di Fendi e i pantaloncini Burberry io non lo so) che per adulti(ho addocchiato un vestito splendido che in saldo costa solo 1.000 euro), poi passo in rassegna i libri in offerta che mettono nelle ceste fuori dalla libreria(la quale sembra piccolissima ma in realta' si sviluppa in profondita' e su due piani).

Tutti i negozi della via si sviluppano in profondita', larghi quanto la vetrina. Ad eccezione di una galleria. La galleria Schortgen e' sempre vuota. Secondo me gli acquirenti entrano in incognito e velocita'.  In realta' non vedo mai nemmeno il Gallerista(denominato G).
In questo periodo espongono le opere di un artista olandese Robbert Fortgens, che mi hanno subito attirato.
Dance4
Oltre a fotografie, espone e realizza cio' che lui chiama quadri/fotografie.
La fotografia e' affiancata sempre da una superficie dipinta di un unico colore. Prevalentemnete le opere sono sviluppate sul bianco o sul nero.
Cio' che mi piace e' che sia la pittura che la fotografia, creano attraverso il contrasto, una visione che unisce le due componenti grafiche dell'opera.
Il lavoro si sviluppa su un gioco di dualismo tra lo strato compatto della pittura e la superficie lucida dello smalto posto sopra la fotografia. Fotografie che richiamano sempre il movimento in opposizione alla calma piatta della parte dipinta. Questo antagonismo rende i quadri/dipinti multidinamici: il silenzio opposto al rumore, anche minimo, che puo' fare un corpo muovendosi, o il fruscìo di vestito che si sposta.
Le foto rappresentano persone o particolari sfuocati mentre la pittura cosi' statica e compatta riflette la tranquillita'. Quasi stesse a simboleggiare le due entita' di un essere umano: l'impetuosita' di certi atteggiamenti contro la tranquillita' di altri, l'azione giornaliera che si divide tra i vari impegni quotidiani e la calma del sonno profondo.
On the earth
Non so perche' ma vedere queste opere mi fa venire in mente un citta', nella sua frenesia delle 8 del mattino in una giornata lavorativa e la sua calma in un giornata festiva.
Osservarle mi rilassa e mi da un senso di pace.


Come se vivessi in una bolla nella quale tutti i suoni fossero ovattati, i movimenti rallentati e le emozioni accentuate.
E' questo che mi piace dell'arte.
Puo' sconvolgere la realta' quotidiana attraverso piccoli gesti, rielaborandola e riportandocela piu' pulita, meno ansiosa.
Perche' osservando questi Quadri/fotografie ci si puo' immerge in una piccola e nuova dimensione della realta'.


Ovviamente, meglio non sapere quanto costino queste opere. Se no altro che oasi rilassata, diventerebbero un'opera che mi genera un'infarto.



per info:


http://robbertfortgens.blogspot.com/


http://www.robbertfortgens.com/

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