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lunedì 4 giugno 2012
Passioni incondizionate, solo per qualche minuto
lunedì 23 gennaio 2012
Soluzione very low-cost
Il Paese dei Maglioni ama tendermi trappole. Arrivo alla fermata in orario per prendere il bus, e questo è già passato. Vado a fare la spesa in velocità e mi perdo nel supermercato.
Ma la cosa peggiore sono le vie con i negozi di vestiti. Tu li vedi da fuori, così anonimi e inutili, che pensi: "Che sarà mai?Facciamo un salto, magari ha qualcosa che mi interessa. Di sicuro non è un negozio chic."
Ovviamente fu così che l'ultima volta, mi ritrovai circondata da borse Celine (chiaramente, le mie preferite) e vestiti di Valentino.
Il tutto però, era in saldo.
Quanto in saldo?Il saldo che per noi mortali è da considerarsi il triplo del prezzo pieno.
Che fare in questi casi?
Svignarsela? Assolutamente no!
E fu così che mi ritrovai a provare vestiti che mai nella mia vita mi potrò permettere. Manco in saldo. Ma mi stavano così bene...
E in questo caso che fare? Una soluzione per questo l'ho trovata in un paio di siti. Queste menti geniali che ci stanno dietro sono donne, proprio come noi. E come noi, vorrebbero certi bei vestiti. E come noi non se li possono permettere. E che fanno? Semplice, se li confezionano. E ti spiegano pure come.
Io, lo sapete già, non ho manualità. Ma la mia cara nonna, ce l'ha eccome.
Portata la stoffa e la foto in questione, dopo un paio di ragionamenti controversi, ho iniziato ad essere l'apprendista sarta di nonnà.
E il risultato non è proprio malaccio.
Ovviamente, senza la nonna, aspetterei di vincere alla lotteria e andrei a comprare il vestito. Sempre che a quel punto, sia ancora di moda.
apair-andaspare.blogspot.com
psimadethis.com
Ma la cosa peggiore sono le vie con i negozi di vestiti. Tu li vedi da fuori, così anonimi e inutili, che pensi: "Che sarà mai?Facciamo un salto, magari ha qualcosa che mi interessa. Di sicuro non è un negozio chic."
Ovviamente fu così che l'ultima volta, mi ritrovai circondata da borse Celine (chiaramente, le mie preferite) e vestiti di Valentino.
Il tutto però, era in saldo.
Quanto in saldo?Il saldo che per noi mortali è da considerarsi il triplo del prezzo pieno.
Che fare in questi casi?
Svignarsela? Assolutamente no!
E fu così che mi ritrovai a provare vestiti che mai nella mia vita mi potrò permettere. Manco in saldo. Ma mi stavano così bene...
E in questo caso che fare? Una soluzione per questo l'ho trovata in un paio di siti. Queste menti geniali che ci stanno dietro sono donne, proprio come noi. E come noi, vorrebbero certi bei vestiti. E come noi non se li possono permettere. E che fanno? Semplice, se li confezionano. E ti spiegano pure come.
Io, lo sapete già, non ho manualità. Ma la mia cara nonna, ce l'ha eccome.
Portata la stoffa e la foto in questione, dopo un paio di ragionamenti controversi, ho iniziato ad essere l'apprendista sarta di nonnà.
E il risultato non è proprio malaccio.
Ovviamente, senza la nonna, aspetterei di vincere alla lotteria e andrei a comprare il vestito. Sempre che a quel punto, sia ancora di moda.
apair-andaspare.blogspot.com
psimadethis.com
lunedì 5 dicembre 2011
Corso di taglio e cucito
"Se non avessi da fare i tortei, ti finirei la gonna."
Così esordisce mia nonna. I tortei, in dialetto, sono i tortelli, che lei fa rigorosamente alla zucca.
Invece la gonna da finire, è una semplice commissione per la nipote, alias me.
Quando torno alla casa-Madre, nelle giornate di studio mi rifugio nella sua grande e silenziosa casa, dove lei ha ancora il suo laboratorio.
Io, con la crisi in atto, per vestirmi di nuovi abiti, mi sono ingegnata. Nessun acquisto, ma vado dalla nonna. Lei mi offre stoffa, e carta bianca su ciò che voglio. E in due giorni lei lo realizza. Unico difetto: tende a essere un po' larga di misure. Mai scollature troppo ampie, mai vestiti troppo corti.
"Avrai si un bel corpo (a detta sua), ma di certo non sarò io a fartelo mettere in mostra scoprendoti le gambe o il dècolletè." Ma per mettere in mostra le forme del corpo, ha i suoi bei trucchetti: riprese sotto il seno, spacchi nelle gonne sul retro al centro, pences sui pantaloni in vita. Non ha un marchio, nè applica etichette. Ma questi sono i suoi tratti distintivi. Solo lei li realizza con amore, mentre tutte le altre sarte non li fanno con amore per me.
Pochi giorni fa, un'amica mi ha espresso il suo desiderio di iniziare a imparare questa bellissima arte. Un dono e una voglia che le invidio (sapete già come le mie mani siano disfattiste in ambito taglia e cuci). Imparare a tagliare, cucire, imbastire, fare figurini e scegliere stoffe sono le basi di questo bellissimo e tradizionale mestiere, da cui tutti i grandi stilisti partono. Che sia solo un'hobby, o una vera passione da trasformare in un futuro lavoro, dedico alla mia amica la scoperta di questa lampada-manichino di Jean-Paul Gaultier. Un piccolo elemento essenziale, firmato da una grande stilista.
E le dedico ciò che ha fatto una delle aziende storiche di macchina da cucire che, celebrando il suo anniversario, riedita la vecchia macchina da cucire in edizione limitata. Per vere appassionate, o per chi vuole partire alla grande.
www.singer.com
www.roche-bobois.com
Così esordisce mia nonna. I tortei, in dialetto, sono i tortelli, che lei fa rigorosamente alla zucca.
Invece la gonna da finire, è una semplice commissione per la nipote, alias me.
Quando torno alla casa-Madre, nelle giornate di studio mi rifugio nella sua grande e silenziosa casa, dove lei ha ancora il suo laboratorio.
Io, con la crisi in atto, per vestirmi di nuovi abiti, mi sono ingegnata. Nessun acquisto, ma vado dalla nonna. Lei mi offre stoffa, e carta bianca su ciò che voglio. E in due giorni lei lo realizza. Unico difetto: tende a essere un po' larga di misure. Mai scollature troppo ampie, mai vestiti troppo corti.
"Avrai si un bel corpo (a detta sua), ma di certo non sarò io a fartelo mettere in mostra scoprendoti le gambe o il dècolletè." Ma per mettere in mostra le forme del corpo, ha i suoi bei trucchetti: riprese sotto il seno, spacchi nelle gonne sul retro al centro, pences sui pantaloni in vita. Non ha un marchio, nè applica etichette. Ma questi sono i suoi tratti distintivi. Solo lei li realizza con amore, mentre tutte le altre sarte non li fanno con amore per me.
Pochi giorni fa, un'amica mi ha espresso il suo desiderio di iniziare a imparare questa bellissima arte. Un dono e una voglia che le invidio (sapete già come le mie mani siano disfattiste in ambito taglia e cuci). Imparare a tagliare, cucire, imbastire, fare figurini e scegliere stoffe sono le basi di questo bellissimo e tradizionale mestiere, da cui tutti i grandi stilisti partono. Che sia solo un'hobby, o una vera passione da trasformare in un futuro lavoro, dedico alla mia amica la scoperta di questa lampada-manichino di Jean-Paul Gaultier. Un piccolo elemento essenziale, firmato da una grande stilista.E le dedico ciò che ha fatto una delle aziende storiche di macchina da cucire che, celebrando il suo anniversario, riedita la vecchia macchina da cucire in edizione limitata. Per vere appassionate, o per chi vuole partire alla grande.
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