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lunedì 5 dicembre 2011

Corso di taglio e cucito

"Se non avessi da fare i tortei, ti finirei la gonna."
Così esordisce mia nonna. I tortei, in dialetto, sono i tortelli, che lei fa rigorosamente alla zucca.
Invece la gonna da finire, è una semplice commissione per la nipote, alias me.
Quando torno alla casa-Madre, nelle giornate di studio mi rifugio nella sua grande e silenziosa casa, dove lei ha ancora il suo laboratorio.
Io, con la crisi in atto, per vestirmi di nuovi abiti, mi sono ingegnata. Nessun acquisto, ma vado dalla nonna. Lei mi offre stoffa, e carta bianca su ciò che voglio. E in due giorni lei lo realizza. Unico difetto: tende a essere un po' larga di misure. Mai scollature troppo ampie, mai vestiti troppo corti.

"Avrai si un bel corpo (a detta sua), ma di certo non sarò io a fartelo mettere in mostra scoprendoti le gambe o il dècolletè." Ma per mettere in mostra le forme del corpo, ha i suoi bei trucchetti: riprese sotto il seno, spacchi nelle gonne sul retro al centro, pences sui pantaloni in vita. Non ha un marchio, nè applica etichette. Ma questi sono i suoi tratti distintivi. Solo lei li realizza con amore, mentre tutte le altre sarte non li fanno con amore per me.

Pochi giorni fa, un'amica mi ha espresso il suo desiderio di iniziare a imparare questa bellissima arte. Un dono e una voglia che le invidio (sapete già come le mie mani siano disfattiste in ambito taglia e cuci). Imparare a tagliare, cucire, imbastire, fare figurini e scegliere stoffe sono le basi di questo bellissimo e tradizionale mestiere, da cui tutti i grandi stilisti partono. Che sia solo un'hobby, o una vera passione da trasformare in un futuro lavoro, dedico alla mia amica la scoperta di questa lampada-manichino di Jean-Paul Gaultier. Un piccolo elemento essenziale, firmato da una grande stilista.

E le dedico ciò che ha fatto una delle aziende storiche di macchina da cucire che, celebrando il suo anniversario, riedita la vecchia macchina da cucire in edizione limitata. Per vere appassionate, o per chi vuole partire alla grande.


www.singer.com

www.roche-bobois.com

giovedì 27 ottobre 2011

Mi domando perchè-I wonder why


"Oh finalmente l'autunno è arrivato!" "Amo i colori dell'autunno"
Sento ogni tanto queste frasi intorno a me. No ma dico, siete sicuri? Vi piace davvero questo colore grigio-solo grigio? 
Perchè questi sono giorni piovosi, e tutto attorno ci sono solo toni grigi.

Perchè svegliarsi la mattina con il buio, la nebbia e l'aria che è così umida che i vestiti asciutti diventano bagnati? Andare in giro con i piedi gelati e il pericolo costante di pioggia, scusate ma non mi fanno apprezzare l'autunno. E di sicuro non lo amano nemmeno i pendolari. Quando vedo le loro facce sembrano già tutti stufi della routine: ombrello, cappotto, spogliarsi in treno, perdere l'ombrello, bagnarsi quando esci. 
Quando entri in metro sei felice. Poi vedi queste facce e ti deprimi. E chi non si deprime si domanda come mai non viva a Bali o alle Hawaii.


Io, ve lo dico, sono stufa di questo malumore. Ho deciso che mi iscrivo al partito dei sorrisi. E se anche io avrò una brutta giornata, posso sempre mettere bene in mostra questi bottoni con le faccine. Come indicatori di umore non sono male. Scommetto che se uno le guarda, di sicuro sorride, e allora si che la giornata è migliorata almeno un po'. 
Magari ne esistesse una per quando sono arrabbiata con il valoroso uomo ed entro in modalità sciopero del silenzio (smetto semplicemente di parlare..bel problema visto che sono logorroica).


Ma so già che nel giro di pochi secondi la faccina arrabbiata e triste diventerebbe felice.







"Oh, finally autumn has arrived" "I love colors in autumn" 
Sometimes I hear these phrases and i think: Really you like this grey-only grey color?? Are you sure of what are you saying?
Because these are rainy days. And all around all I see is grey tones.

Why wake up in the morning with dark, fog and the air so moist that clothes become wet? I'm sorry but I' don't really like the autumn when you go around with cold feet and costant rain. And also commuters don't like this wet air either. When I look at their faces they seems already fed up of this routine: umbrella-coat-undress-lost umbrella-rain gets you wet.
when you go in underground you enter happy. Then you see people's faces and you get out depressed. And who is not depressed (yet) wonders why he don't live in Bali or Hawaii.

Me, I'm telling you, I'm fet up of this bad humour. I decide to subscribe the smile political party. And even if I'll have a bad day, I can aways show the buttons on my coat that resemble smily faces. I bet, if anyone sees one of the buttons, they will certanly smile. And the bad day won't be such a bad day after all, just for a little bit of course. 
It would be nice if it existed  for my discussions with the valourus man when I go on a  silent strike (I just stop speaking).
But I know, that in a few minutes my sad and angry face will transform into a smiling face.

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