giovedì 26 aprile 2012

L'espatrio del mio armadio (piu' una macchina da scrivere)


Ci sono poche certezze in un vita, quindi miei cari, tenetevi strette le vostre. Che siano buone e cattive certezze, non importa.
Io per esempio ha una grande certezza: mai che riesca ad avere la borsa o valigia adatta per un viaggio.
In parole povere, per andare a Milano la furba sottoscritta, ha optato per una bella borsa a mano con i vestiti, piu' una borsa stile Mary Poppins per andare in giro e una borsa di tela vuota che sarebbe stata riempita nel giro di due ore da 5 kg di cataloghi.
Sia mai che mi venga in mente di usare almeno il trolley. No no, sto giro niente trolley. A camminare per Milano, mi sono insultata da sola. L'opzione zaino invece, era stata eliminata nel momento in cui mi sono fatta tatuare la spalla. Triplo auto insulto per la genialata di tatuarsi sulla spalla. Ma questa e' un'altra storia.

Parliamo di questa partenza, con tre valige. Perche' tre valige?
Perche' avevo 6 kg di depliant e cataloghi, 8 kg di macchina da scrivere (questa e' ancora un'altra storia, arrivera' a breve sugli schermi), 11 paia di scarpe (nessuno stivale, meno che meno di gomma, ne' scarpe da corsa), 3 giacche, 1 paio di chiavi della macchina di Madre (ci mancava...) e molti vestiti.

Come sommare tutti questi elementi e risolvere il problema?
Ho pensato di farla molto semplice: due trolley, e un borsone come bagaglio a mano. Non avevo contato che il bagaglio a mano pesando 10 kg, non era esattamente la cosa piu' leggere da avere su una spalla (perche' l'altra, ovviamente e' ancora mezza ferita dal tatuaggio). Non avevo inoltre pensato, a camminare con questi bestioni stile bodyguard attorno a me. Risultato?
Andavo alla deriva in aeroporto. Volevo andare verso l'uscita, e loro mi portavano verso l'imbarco. Volevo andare in bagno, e loro mi portavano addosso alle persone. Non parliamo del fatto che non si possono lasciare incostudite le proprie valige.
Altroche' mood gitano.

Ma forse questa era/epopea e' finita. Perche' signori e signore, ho trovato le valige ideali per me. Realizzate da Marcel Wanders (che mi ha degnato di un suo sguardo quando l'ho incontrato) sono pratiche, sono tre e di misure diverse. Sara' che le ha disegnate Lui (triplo sbavo), sara' che l'abbinamento dei colori mi esalta, ma io le voglio. Con queste qui nelle mie mani, non posso piu' andare alla deriva. Semplicemente saro' piu' furba e mi prendero' un carrello per trasportarle tutte.
Mi domando perche' mi e' venuto in mente solo ora, e non mentre vagavo in aeroporto. E' il potere del designer che scende su di me.




www.fabbricapelletteriemilano.com

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