lunedì 16 gennaio 2012

Eterna indecisa

E' giunto uno dei periodi più belli per una ragazza. SALDI!
Saldi, saldi e ancora saldi!
Di conseguenza, è giunto il periodo peggiore per i rispettivi fidanzati di queste.
Io ovviamente, non sono da meno. Di solito, non aspetto i saldi. Quando vedo qualcosa che mi piace, non ci penso nemmeno ad aspettare (la devo avere subito) e la compro.

Fatto sta che, saldi su saldi, ho coinvolto anche il valoroso uomo. Di solito non riesco mai a comprare qualcosa se sono in compagnia. Ho i miei tempi per guardare, scegliere e acquistare. E non è colpa delle malcapitate, se io non ho la pazienza di aspettare i loro tempi. Stranamente però, il valoroso uomo mi salva sempre nel momento dell'indecisione. Di solito, mi fa un giochino molto furbo.
Se sono indecisa tra una borsa verde e una blu, lui mi dice cosa prenderebbe lui. Funziona così.

"Valoroso, valoroso uomo delle mie brame, che devo fare?Verde o blu?"
"Blu" risponde l'indovino.
E se ha ragione vuol dire che la mia scelta alla fine sarebbe caduta su quella. Se non ha ragione messo alle strette, il mio cervellino capisce cosa vuole davvero (in questo caso la borsa verde). Facendo così esco molto soddisfatta dai negozi.

Invece se l'indeciso è lui, dovrei andare in chiesa ad accendere un cero. Di solito lo si fa per pregare, io che sono un po' blasfema, accendo questa candela. La forma è quella di un fiammifero. Si posiziona la candela al centro del foglio nel quale ci sono scritte le due opzioni. Si accende la candela e si aspetta di vedere da che parte cadrà. E se il valoroso uomo è indeciso tra blu e beige, io la accendo ed aspetto che finisca cadendo sul beige. Detto, fatto e acquistato. Sempre che nel frattempo, non abbia bruciato l'intero reparto del negozio con la candela.


www.pigr.it

giovedì 12 gennaio 2012

Fai da te, seconda prova

Le giornate fredde, nelle quali vuoi solo stare chiusa in casa a bere tè caldo con i biscotti, conciliano la mia creatività. In una rivista, una lampada ha catturato la mia attenzione. E' molto semplice, ma al posto del paralume, indossa un bel vestito di lana. Colpo di fulmine, la voglio. Detto, fatto.
Il nome poi, Granny, ricorda la nonna che fa la maglia davanti al fuoco. E mentre la fa, ogni tanto ti appoggia la maglia sul petto misurando come sta e quanto filo manca. Poi ti insegna ovviamente come fare.



E allora adesso, rispolvero la sua lezione.Vai con il primo punto, vai con il secondo. E ancora, ancora e ancora. Il risultato manco a dirlo, sembra uno straccio da cucina. Mi accontenterò di acquistarla online.
Questo si, che sono brava a farlo.



lunedì 9 gennaio 2012

Indecisa cronica

E' risaputo, che noi ragazze certe volte, cambiamo idea facilmente.
E io manco a dirlo, ne sono la prova. Sono mesi e mesi che fantastico su vacanze alquanto distanti. Tre mesi fa ho chiamato il valoroso uomo al lavoro.
"Ho deciso. Andiamo in vacanza a Bali!" Essendo al lavoro, lui non ha potuto far altro che dire: "Ci sto!"
Tornato a casa però, ha iniziato a saltare continuando a dire "Andiamo a Bali!Andiamo a Baliiiii!" così felice che io stessa mi sono ritrovata a saltare con lui, con il rischio di far crollare tutta la casa.

Ma Bali è durato finchè non ho scoperto una nuova meta su internet. "Ho cambiato idea, andiamo in Finlandia!" ho detto al valoroso uomo mentre ero al lavoro. Tornata a casa, ho iniziato io a fare i salti di gioia e il valoroso mi ha seguito.
Due settimane dopo, mi ritrovo a guardare un documentario. Chiamo il valoroso uomo che è nell'altra stanza (pazzesco come sia bello avere un bilocale, c'è da perdersi) a cucinare.
"Ho cambiato idea, andiamo a Panama?Ci facciamo un giro negli arcipelaghi lì attorno." E lui ovviamente, sorride e urla di gioia. Di nuovo saltiamo e rischiamo di far crollare la casa. Da Panama però siamo passati alla Grecia, alla Nuova Zelanda e alla Spagna. La fortuna vuole che il valoroso uomo abbia una pazienza infinita.

Solo che io sono un po' sconfortata: prima o poi dovrò decidere una meta, se no finisce che non andiamo da nessuna parte. Affranta per ora mi accontento delle lenzuola con la stampa di un lago. Le ho distese sul letto senza riprenderne i bordi e mettendoli sotto il materasso, ma lasciandole aperte completamente. Almeno così, è come avere un lago in casa. E se alzo il riscaldamento, mi posso mettere anche in costume. Con buona pace della mia eterna indecisione
                                               

sabato 7 gennaio 2012

Proposito per il nuovo anno: essere più pazienti.

Capita che, qualche volta, anche il valoroso uomo perda la pazienza. L'ultima volta che è successo io però, per una volta, non c'entravo per nulla. Anzi, la mia pazienza quando lui l'ha persa, era già esaurita da un pezzo.
Ultimo dell'anno. Brindisi, abbracci e feste con un po' di amici. E poi, tutti assieme, ci dirigiamo verso una festa all'aperto. Il fatto è, che non eravamo in Australia per Capodanno, ma sulle Alpi. Quindi la festa all'aperto con massimo 0°, non è che mi andasse proprio a genio. Fatto sta che andiamo e iniziamo a divertirci. La musica non è il massimo, ma quando sei in compagnia, non importa. A un certo punto però, come se fosse un segnale mistico, la folla attorno a noi si calma e ci lascia respirare. La musica si interrompe e iniziano a suonare nella casse le note di una canzone. Io e il valoroso guardiamo: è Rihanna!

Eh lo so, che qui vi cadono le braccia. Ma se l'ascolto un motivo c'è. Il valoroso uomo infatti, ne va matto: la venera, ne è pazzamente innamorato. A volte, mi chiama mentre è in macchina per farmi sentire che alla radio c'è una canzone di Rihanna. E poi, come posso non farmi coinvolgere dal suo entusiasmo? (leggasi come piccola dichiarazione d'amore)
Ecco perchè, partita la sua canzone, ci scateniamo. Ma non riusciamo a ballare nemmeno per mezzo minuto che arriva un energumeno e si pianta di fronte al valoroso uomo. Gli offre una grappa e inizia a parlarci. E parla, parla e parla. Fino a che non si rivolge pure a me.
"E' il tuo ragazzo?"
"Eh si."
"Peccato, perchè è proprio carino."
Toh, pure uno che ci prova col valoroso uomo. Non solo, dopo minuti (eterni) ci saluta e se ne va, proprio come la canzone di Rihanna. Finita del tutto.

Secondo voi, che avremmo voluto fare? Io personalmente ero pronta a dargli un bel gancio. Ma il valoroso uomo che è una persona pacifica(e anche saggia: non ne sarei uscita viva contro l'energumeno) mi ha detto di pazientare. Finita la vacanza, a casa, abbiamo preso Spongie, il nostro sacco per dare pugni, e l'abbiamo ricoperto di scritte che descrivevano il tipo. Dopodichè, lo abbiamo atterrato. Ma come per confermare la saggia decisione del valoroso di non lasciarmi dare un pugno all'energumeno, Spongie dopo che l'ho colpito ha rimbalzato, è ritornato sui suoi passi, e mi ha atterrato lasciandomi stesa a terra.


mercoledì 4 gennaio 2012

Definizioni architettoniche sbagliate. E fatali.

Le mie capacità di orientamento sono famose. Ho ricevuto vari premi da piccola, quando facevo gli scout. Partivo non pensando alla strada, mi perdevo, ma poi, arrivavo alla meta. 
Purtroppo anche la mia (in)capacità nello spiegare, è molto famosa.
E ovviamente, manco a dirlo, è il povero valoroso uomo a farne le spese. Un bel giorno, infatti, mi chiama:
"Dove sei, oh mia bella?"
"In Rue Libergèn!" 
"E dov'è sta Rue Dibergèn?Sono dietro casa." risponde il disorientato.
"Massi dai, è lì!Fai le due rotonde, giri a sinistra, passi le case dei ferrovieri e ci sei. Sarò lì sulla strada, così mi vedi!" Questo è quello che ho spiegato, a detta del valoroso uomo.  
Questo invece, è quello che penso di aver detto io:
"Prendi Rue de Chartres, alla prima rotonda segui la strada principale fino ad incontrare la seconda rotonda dove svolti a sinistra. Andando dritto, ti trovi davanti Rue Libergèn dove a destra ci sono delle casette piccole piccole, tutte uguali. Sarò lì sulla strada, ad aspettarti."

Mezzora dopo, non era ancora arrivato: a detta sua, grazie alle mie inutili spiegazioni che lo riportavano sempre allo stesso punto. Immaginatevelo in macchina mentre guida nel traffico straniero. Quando è arrivato alla meta, non era più lo stesso. 
Due giorni dopo, mi si presenta con un paio di orecchini come questi.



Incisa sopra c'è la strada che porta a Rue Libergèn. Me li sono infilati e il valoroso uomo mi ha obbligato a fare una promessa. Ogni volta che dovrò farmi venire a prendere in Rue Libergèn, dovrò toglierli e descrivergli la strada minuziosamente. Perchè ovviamente, lui manco se l'è imparata la strada, dopo aver vagato un'ora.






Nel sito trovate anche medaglioni, piatti e gemelli, con la carta topografica del luogo che volete:

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