venerdì 15 novembre 2013

Frock Friday il vestito a fantasia tappezzeria

Che tutto torni nella moda lo dimostra che la tappezzeria e' di nuovo in voga come quando andavo all'asilo nido.
Non so voi, ma io qualche ricordo sfuocato di quei primi anni di vita ce l'ho ancora.
Semplicemente perche' era l'epoca a.F. ovvero Avanti Fratello.
Ero sola, viziata e spensierata.
Ero bionda, non aggiungo altro.

Dell'asilo nido in ogni caso ho ricordi vaghi, vaghissimi.
All'epoca avro' avuto un anno, un anno e mezzo forse?
Ero ancora in quella fase in cui mi lasciavo vestire da mia madre, che ben ricorda le famose Birkenstock a cui mi sono opposta alla veneranda eta' di 3 anni. O forse era dopo?

Mi piaceva andare all'asilo, almeno da quello che mi ricordo. Dove andavo io andavano molte bambine e bambini che poi sarebbero rimasti miei amici.
Incredibile ma vero, all'epoca ignoravamo bellamente chi eravamo.
Poi in eta' adolescenziale, quando sorgono quelle fatidiche domande del tipo: "hai fatto l'asilo nido?si e dove?"
(classiche domande da adolescenti poco disturbati)
Veniva fuori che eravamo tutti andati allo stesso asilo nido, forse per quello eravamo tutti così disturbati.

Il vestito tappezzeria, era frutto delle mani fatate della nonna, che ci aveva aggiunto giusto sopra il taglio ad impero e sotto al colletto alla peter pan, una bella stampa che inizio ad avere qualche dubbio su Isabel Marant e la sua originalita'.
Parliamone oggi della sua collaborazione con H&M che mi lascia alquanto perplessa.
Semplicemente per il fatto che sono cosa gia' viste e straviste.
Nulla di nuovo sul fronte Hennes&Mauritz.
Ma in ogni caso, cosa me la fanno uscire a meta' del mese, quando lo stipendio ormai e' gia' tutto bello che speso?
EH?

Tornando a noi, la mamma ha abbinato il vestito che ha ispirato tutta la carriera di Isabel Marant con calzettine con volant di pizzo e le scarpettine con gancettino che sembrano degli insetti con quei buchetti.
Personalmente, le ho sempre odiate le scarpe con quella forma.
Il tutto era coronato dal cappellino bianco, che dava un'aria campestre al look per la festa di fine anno.
Magnifico autfit rovinato dall'imminente caduta documentata negli attimi precedenti da questa foto.


Inciampatrice per professione.


A tal punto che mi tenevano su con le mani.
Ma nessuna paura, mi sono consolata facendo la cosa che so fare meglio: MANGIARE.



martedì 12 novembre 2013

Ci eravamo tanto amati: quel bonazzo di Tom Ford edition.

Saro' molto onesta con voi, io mi sono innamorata di Tom Ford quando ancora era da Gucci.
E poi, me lo sono persa. Ho visto il suo film, che trovo sia di una bellezza assoluta e raffinata.
Ma di cio' che crea ultimamente non sono esattamente fan.
Per la prossima primavera-estate mi sembra di ritrovarne un po' lo spirito guccesco, soprattutto con le prime proposte.
Ma noi qui non parliamo di quello, ma della sua improbabile passione per le lampade a specchi. Quelle da discoteca intendo.
Le ha prese, le ha stese e ne ha fatto dei tessuti.
E degli abiti sbrilluccicosi che a me sembrano piu' adatti per una collezione invernale che estiva. Ma chi sono io per parlare, visto e considerato che vivo in un posto dove fa sempre freddo? Almeno almeno, e' una collezione adatta.





Il primo mi ricorda molto le fontane di Parc Guell a Barcellona, ma il top e l'abito sono magnifici.
Nonostante mi rimaga il dubbio se nel metterli non ci si senta un po' omino di latta.
Le sfaccettature, e le forme degli specchi slanciano e accentuano nei punti giusti.

Ma io la prima cosa che ho pensato guardandoli e' stata che assomigliano tanto tanto a questo specchio di Matthias Kiss


La seconda cosa che ho pensato e' che vorrei davvero tanto avere una longuette a specchi.

venerdì 8 novembre 2013

Frock Friday: il profumo

Questa e' una lunga storia d'amore.
Tra me e un profumo.
Ero a casa della nonna, quando avevo un età imprecisata circa 10 anni fa, O giù di lì.
Sfogliavo un giornale di moda, che strano.
Mi piaceva il pranzo dalla nonna: si mangiavano sempre le stesse cose buonissime, si usciva che si esplodeva.
Che poi ne scrivo al passato come se ora fossero cambiate le cose, ma invece è ANCHE PEGGIO.
Dopo le lasagne al forno (che noi chiamiamo pasticcio), la cotoletta con le patate fritte, il dolce fatto dalla mamma o comprato dalla zia, il caffè e boh, mi mettevo sul divano a guardare Grazia ed ad ascoltare i grandi.

Sfoglia e sfoglia alla fine si impara sempre qualcosa.
Tipo che lei è bellissima.


Che voglio diventare lei.
Che voglio i suoi capelli, la sua acconciatura, la sua allure.
Mi sono così innamorata di lei che ho attaccato il suo poster in camera affiancato a quello di questo manzo (la mia prima vera cotta da fan). E che nessuno mi dica che non è il manzo più bello del mondo.
Tornando alla creatura magnifica qui sopra, io piccola ragazzina paffutella mi sono innamorata. 
Il profumo? Non ricordo nemmeno se lo avevo sentito, ma volevo quello.

Forse credevo che mi avrebbe fatto diventare come la modella, spruzzandolo.
Non è stato il solo profumo desiderato. 
Volevo diventare anche lei ad un certo punto. Ma il profumo non mi ha mai catturato.


Non me lo sono mai comprata, il mio profumo preferito.
Non ho mai comprato profumi, li ricevo solo in regalo.
Trovo che sia bello, in più non mi capacito mai del loro costo.
Da quella data imprecisa ho sempre richiesto il profumo, quando qualcuno non sapeva cosa regalarmi. 
Ma a nessuno piaceva, o boh, lo trovavano forse troppo diverso.
Ho ricevuto un Gucci, buonissimo, che volevo e che ha una sua storia.
Un Abercrombie, il numero 8. Anche quello fresco, floreale ma mai dolcioso.
E' vero anche, che non sono una fan dei profumi: mi faccio prendere dall'entusiasmo, li uso per un po' di tempo, ma poi li abbandono.
A Natale scorso mia nonna mi ha regalato Valentina, di Valentino. Per me che mi chiamo Valentina. La fantasia, proprio.
Ma è nato un amore. Mai avuto un feeling così con un profumo. Per dirvi, manca veramente poco per finire la boccetta.
Narciso for Her, me lo spruzzavo ad ogni duty free o passaggio da Sephora.
Fino a che, circa tre settimane fa, Sephora mi invia una mail parlando di un famoso 25% di sconto.

Vado per comprarmi cazzate, mi profumo dl Narciso, e ho un'epifania.
 LO DEVO AVERE.
Dopo 10 lunghi anni di gestazione, lo voglio.
Uso la tecnica della Zit, di spruzzarlo e tenere il campioncino un paio di giorni con me.
Il giorno dopo ero così drogata del profumo che il campioncino me lo infilavo nel naso per sentirlo. Non ci è voluto molto per comprarlo, dicendo alla nonna che avevo trovato il mio regalo.
L'ho messo nel mio armadietto.
E l'ho lasciato nella sua scatola. 
Il giorno del mio compleanno me lo sono spruzzato sul collo, e l'ho rimesso nella sua confezione.
Sono andata al lavoro, senza che nessuno notasse quel cambiamento.
Ma per me è stata una vera e propria conquista.




venerdì 1 novembre 2013

Frock Friday: il vestito viola

5 anni fa, a quest'ora ero in giro per Londra.
Faceva un freddo cane, ma ero felicissima.
Ero a Londra. Quella vera, dove c'erano i Beatles, i Clash, dove Mary Quant ha dato vita alla minigonna, dove Shakespeare ha messo in scena tutte le sue opere.
Ero a Londra dalle SPICE GIRLS!
Nella Londra di Notting Hill, ricordo di aver fotografato un milione di porte blu per La KIKI.
Di quando siamo arrivati, ricordero' per sempre la vista dell'ostello sul cimitero.
Era Halloween, quindi piu' che perfetto.
Mancavano poche ore al mio compleanno, ero a Londra ma ci stavo con un ragazzo con cui non abbiamo mai capito cosa avevamo. Amici, piu' di amici? BOH.

Ho sbagliato e tanto, perche' con lui non parlavo. Insomma ridevamo un sacco, mi aveva perfino portato a Londra ma io ero piu' che decisa a troncarla. Non mi sentivo a mio agio, ma soprattutto non mi sentivo per niente la stronza che ero. Volevo una storia, facevo finta che lo fosse, ma non lo era e nonostante lo sapessi non ho detto nulla.
Non ne vado proprio fiera diciamo.
Per me, per lui, per il fatto che ero a Londra e alla fin fine ho adorato Londra ma non ci volevo stare li', con lui, con gli altri.

Ce la siamo girata in lungo e in largo, noi due e una coppia di amici.
Il British, la Tate, la National Gallery. La cosa che piu' mi ha impressionato pero' erano le inglesi. Mentre io ero vestita da omino Michelin queste andavano in giro con la camicetta di seta e il blazer.
Tipo le vedevo gia' tutte sedute sul water.

Ho compiuto gli anni, ho ripreso l'aereo sempre con la stessa paura di volare che ancora oggi ho, sono tornata a casa e ho dato una grande festa.
La mia casa di Milano era composta da due piani: il primo e l'interrato. Eravamo in sette: tre uomini e 4 donne.
Tutti amici di Verona, quindi eravamo una piccola colonia.
Per il mio ventesimo compleanno volevo fare qualcosa di esplosivo.
Avevamo gia' dato delle feste e avevamo concordato che effettivamente non ci venivano male. Anche se poi il giorno dopo, erano dolori per capire chi doveva lavare etc. (MEA CULPA GIGANTE)
Quella del mio compleanno e' stata moooolto bella.
Non ricordo molto pero'.

Sono venuti tanti amici da Verona e avevamo dato un tema: anni '80.
Manco io sapevo come vestirmi. Quindi un giorno sono andata alla ricerca di qualche negozio vvvvintage. Cinque anni fa non andavano ancora cosi' di moda.
Ero andata con La KIKI, la mia amica dell'università'. Avevo giusto ricominciato con l'uni.  Dopo esser scappata dal politecnico l'anno prima, ho passato l'estate a lavorare in un negozio di vestiti (e dove senno' dico io) per poi iscrivermi a Storia dell'Arte.
Non ho ancora capito come, perche' e se ho fatto bene.
Ero un po' persa, ho scelto la via di casa, la storia dell'arte. Non so bene se avrei dovuto riflettere di piu', o forse cambiare citta'.
Ci sono momenti in cui ancora me lo domando ma poi la romantica che e' in me mi ricorda una sola cosa: e' a Milano che ho conosciuto il valoroso uomo, e' a Milano che abbiamo iniziato ad uscire insieme. Quindi non e' stata una scelta sbagliata. Poco ponderata forse si, ma mai sbagliata.

Tornando a noi, io e La KIKI poco prima della festa ci siamo messe alla ricerca del vestito. Siamo finite al negozio vintage dietro al duomo, dove il tram 24 finisce la corsa.
Dovrebbe chiamarsi Humana o una cosa del genere.
I primi tempi che prendevo il tram ero troppo felice. Adoravo prendere la metro, scendere a duomo, uscire e prendere il vecchio tram.
Poi col tempo e' diventato un po' un supplizio.
Per 5 euro al negozio ho trovato un vestito viola plissettato che sapevo avrei gettato il giorno dopo, come sapevo nel profondo nel cuore di non doverlo fare.
E INVECE HO GETTATO AL VENTO UN VESTITO CHE MI E' TORNATO DI MODA.
Era bello, aveva la gonna come quello di Marilyn Monroe quando si alza il vestito bianco.
Alla fine ne ho comprato uno simile quest'estate.
Ti pareva.

La sera della festa me lo sono messo, con delle ballerine nere, cintura alta di Zara borchiata (quando ancora le cinture costavano 14,95euro), occhiali specchiato e collanona gigante.
Cioe' ho tipo anticipato 20 mode in un solo OUTFIT.
Ancora prima che venissi a conoscenza del mondo dei feshion blogger. Vogliamo parlarne?
Io no. Visto e considerato che in quel momento ero solo travestita da anni '80.



Io, la mia amica pazza, la mia amica mucca con i capelli friseee e l'ultima arrivata, l'amica svampita.
Che festa ragazzi, e si nota forse di piu' dalla prima foto che effettivamente, beh, la festeggiata stava avendo veramente un good time come dicono gli amerigani.

E poi, c'era pure il valoroso uomo che ci aveva onorato della sua presenza.
non sapevo ancora di amare un pelatone che si nascondeva sotto una parrucca afro

Poco dopo, ho incontrato qualcuno, che e' stato per me importante. L'anno dopo avrei festeggiato un altro compleanno, in un'atmosfera diversa.
L'amica pazza sarebbe stata in Germania per l'erasmus, molti degli amici dell'anno prima non sarebbero venuti o forse semplicemente, li avevo gia' persi di vista.
Sarei stata la meta' di quella che ero in questa foto, niente piu' bracciotte, tette e guanciotte.
Ma questa e' un altra storia.

A 5 anni di distanza, sono qui che scrivo, a Lussemburgo, mentre il valoroso uomo gioca a qualche videogioco nerd.
Abbiamo pulito la casa, abbiamo preso freddo e mangiato la zuppa e ora aspetto che faccio buio, quel buio familiare da cambio dell'ora. Quando cambia l'ora so che e' il mio turno per festeggiare.
Domani mi alzero' per andare a lavorare e avro' 25 anni.
Un eta' lunga, o corta. Ma che segna qualcosa.
E che non festeggero' con feste. 
Primo perche' di svegliarmi con il sapore del post-sbornia non ne ho proprio voglia.
Secondo perche' qua non c'e' nessuno, sono andati tutti via per il ponte.
Ma sapete una cosa? Non mi importa.

Il mio collega ieri mi diceva della sua serata, a casa di un'amica tutti vestiti in maschera e poi in discoteca e un po' lo invidiavo. Invidiavo il gruppo di amici, il fatto che si organizzassero cosi' per le feste. Ma poi ho pensato che non ha senso. Che ognuno pensa che che l'erba del vicino sia piu' verde della propria.
Che alla fin fine, vorrei far festa, ma sono onesta, alla mia veneranda eta' non riesco piu' ad alzarmi col post-sbornia e andare a lavorare senza problemi come facevo all'universita'. Forse e' anche cambiata la mia vita, dove contano di piu' gli aperitivi o le cenette intime con le amiche.
Alla fine questa vita mascherata l'ho fatta, l'ho amata e mi manchera' sempre, ma come dice il mio collega:
"Ora che ti stai per sposare acquisisci 5 anni di vecchiaia in piu'."

Gliel'ho data sui testicoli con un calcio, la mia vecchiaia da donna sposata.

E ora, organizzatemi una maledetta festa in maschera.

mercoledì 30 ottobre 2013

I cuoricini colpiscono ancora


Quest'anno ci siamo superate. Ciao rotolo di carta igienica piegato.
Benvenuta PATATA.

E' tutta colpa di Rossana, e del suo articolo in cui parlava della camicia a cuori di Burberry.
Se poi mi ci spara pure una foto per farci i DIY, non e' che mi posso contenere.




E gnente, io mi ci sono dedicata. Ma perche' farlo con uno stampino quando la Patata non l'avevo mai usata?
Ebbene si, ho usato davvero una patata, che non ho mangiato ma ho letteralmente intagliato.
Dunque, arriviamo al punto di partenza.
Cosa vi serve?


-una sera senza uomo in casa
-una camicia pronta per essere sacrificata
-del colore per tessuto
-e una patata, pronta per diventare una scultura

Per prima cosa tagliare la patata, a circa due terzi della sua altezza/largezza.
Fatelo come da diapositiva, grazie.


Iniziate con la punta (sbeccata) del coltello, a disegnare un cuore che con moooolta calma incidete cercando di levare la parte di patata in piu'.


State capendo qualcosa?
Guardate che questa E' ARTE.


Questa non sembra una di quelle pubblicita' progresso sull'amore/tristezza e/o quant'altro? Come il video dei Blur con i due cartoncini di latte, o i video in stop motion dei robotini.
Non dite di no eh, io ho un dono per la fotografia.

come si puo' notare, ci ho messo un po' per fare un cuore decente

Infine, sono riuscita ad ottenere il cuoricino patatoso, che rende di piu' colorato di bianco.

fa molto puccipucci

Ora arriva il bello.
Prendete la camicia, e magari stiratela. Non fate come me, che ci ho messo una vita solo per metterla in piega.
Immergete il cuoricino nel colore.
Fate un bel respiro.
Fatene un altro, e iniziate.
Tamponate e tamponate come se non ci fosse un domani.


Consiglio minimo 2 o 3 passate per cuore.
Assicuratevi che la camicia assorba per bene il colore. Si, alla fin fine non importa il tipo di tessuto. NON IMPORTA DAVVERO.
Magari se la trovate di cotone non a nido d'ape e' meglio.
Acquisito il movimento (patata-colore-camicia-patata-colore-camicia) continuate finché:
a. non la completate tutta
b. non vi si sloga la spalla.

Perche' nessuno vi dice che questi cuoricini sono ETERNI da fare.



Ero quasi tentata di lasciare a meta', e di dare quel tocco di sfumato ovvero: zero sbatti per finire.
E INVECE.
Ho proseguito imperterrita, continuando col movimento meccanico.
Patata-colore-camicia-patata-colore-camicia.


Ma non mi sono avventurata ne' sulle maniche ne' sulla schiena, dove in ogni caso i cuori si erano letteralmente trasferiti. Evviva il cotone a nido d'ape.
I cuori si sono perfino trasferiti sul tavolo.

Nel frattempo, senza mai stirarla, ho iniziato ad indossare la mia nuova/vecchia camicia.

In versione rock e scandinava grazie alla New Balance e al chiodo.




Un sentito grazie al valoroso uomo che mi fa le foto, me ne fa un centinaio di cui manco una che possiamo utilizzare.
Tat, in ogni caso.


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