venerdì 18 ottobre 2013

Frock Friday: Il Primo Cardigan

Sono ancora sotto shock dal fatto che Leandra Medine, quel genio che non e' altro che The Man Repeller, abbia la mia eta'.
L'ho scoperto leggendo il suo libro, che sembra ed effettivamente e' una biografia basata su alcuni vestiti che hanno segnato la sua giovane (si perche' se dobbiamo per forza essere coetanee, almeno definiamoci giovani) vita.
La cosa per me e' alquanto schockante visto e considerato che quando io lavoravo tutta l'estate dopo la maturita' lei, ALLA MIA STESSA eta', si stava facendo un tirocinio da Valentino.

E ok tutto, ma non e' possibile.
(in ogni caso bel libro)

Allora visto che tanto, mai nella vita questa mia famosa coetanea mi conoscera', io ho ben pensato che in realta' l'idea alla base del suo libro non e' affatto brutta.

E quindi eccoci qui, pronti ad inaugurare una nuova rubrica di questo magnifico e grazie a dio non conosciuto, blog.
Frock Friday sara' un appuntamento biografico in cui, ricordandomi e illustrandovi alcuni pezzi fondamentali del mio millenario armadio, vi raccontero' un po' di affaracci miei.
Che alla fine e' quello che conta sempre.

Come non iniziare con Il primo cardigan evah.
Non solo e' stato il primo, ma e' stato colui che ha segnato il mio destino.
Durante la gravidanza, mia madre non era ingrassata molto grazie a un piccolo dettaglio: la sottoscritta si era seduta sul suo stomaco. Leggetelo pure come destino: rompiballe sin dal concepimento.
Inoltre, oltre ad essere seduta sullo stomaco della mia povera madre, ero anche podalica e quindi mai nella vita sarei riuscita a nascere di parto naturale.
Ecco perche' tutto era pronto a casa mia, per la mia nascita il 3 novembre.
Ora, il cesario era il 3 novembre, ma dato che ero rompiballe dal concepimento, ho rotto ovvero ho fatto rompere le acque prima. Giusto giusto per nascere il GIORNO DEI MORTI.

E fu cosi' che venni al mondo. Microscopica, pesavo solo 2 kg.
E quindi anche la taglia piu' piccola di ogni vestitino da neonato mi andava largo, che dico largo, ci navigavo dentro a quanto pare.

La grazia divina mi ha fatto nascere in un paese, l'Italia, dove siamo folli per la moda, dove meta' delle donne erano sarte, e dove una nonna su due era sarta (indi per cui una sarta per famiglia).
Io ho avuto la fortuna di nascere in una famiglia dove una nonna era sarta e l'altra faceva la magliaia. Si, la chiamiamo cosi'.
Dunque, per la prima nipote a cui non stava addosso nulla, si sono adoperate.

E qui entra in scena lui, il mio cardigan.
Un oversized, fatto a mano, rosa antico.
No ma vorrei dire, se non sono arrivata al mondo ben vestita con questo, che magra figura avrei fatto con qualsiasi altra cosa?

Una nonna molto fiera con in braccio me che mi sparo gia' la magnum

lunedì 14 ottobre 2013

Ci Eravamo Tanto Amati: la ceramica burberryana

Che come al solito io, amo inventarmi nuove parole.
Burberryana.
Una parola con mille sfumature.
Non spendo caratteri a palarvi di cosa vale la pena salvare delle sfilate, per quello c'e' un'unica e sola Bibbia.
Ma Burberry, mi e' piaciuto asssssai.
In realta' da quando c'e' Bailey, lo VENERO.
Ho iniziato a sfogliare le foto della sfilata, e tra pastelli, pois e quant'altro stavo entrando in estasi.
Ma per tornare di nuovo al nostro vecchio/nuovo appuntamento vorrei concedervi di guardare attentamente la collezione.









Vi ho messo perfino la Cara.
Riassumiamo: pastello+pizzo+incrostazioni di pietre+tagli bon = LA SVAMPI VUOLE TUTTO.
Ma sopratutto mi e' tornato in mente il progetto di laurea di una giovane designer olandese.
Lenneke ha realizzato delicate ceramiche pastellose, che ha poi fotografato su un set dolcioso dolcioso come piace a me (che me ne infischio proprio che devo entrare nel VESTITO).
Sembrano dei cupcake ma non lo sono, sembrano Burberry in versione vaso.
Non hanno Cara, ma almeno questi me li potrei permettere.

no dai, quello di dx sembra un po' Cara.





domenica 13 ottobre 2013

Del perche' non sono una casalinga mancata

Non e' che sono negata per le pulizie in casa, ma sono letteralmente SFIGATA.
Come si puo' essere sfigati nel pulire casa?
Beh ci sono svariati modi, e per fortuna vostra ma non mia, io ne conosco la maggior parte.

Partiamo dal primo e fondamentale principio che la casa DEVE essere minuscola.
Piu' minuscola e', meno tempo ci si dovrebbe mettere nel pulirla.
Ma, come al solito c'e' un ma.
Se in una casa minuscola ci si pesta i piedi da soli, figuriamoci quando si deve lavare.

Il secondo fondamentale principio e' che se qualcosa deve cadere, cadra'.
Parlo di aspirapolvere, scatole su sedie, prodotti per lavare, mocio.
Specialmente parlo di quando queste cose cadono e creano una reazione a catena che rende completamente inutile lo sforzo fatto fino a quel momento per pulire.
E davvero, non importa quante cose si hanno in casa, queste cadranno SEMPRE E COMUNQUE AL MOMENTO MENO OPPORTUNO.

Non parliamo poi, di quando si lava la doccia col coso staccabile della doccia (doccino?boh non so neanche come si chiama).
Il getto parte e invece di lavare i muri ti ritrovi te tutta bella lavata e gocciolante.
Io normalmente la prendo con ironia, mi prendo una foto e invio un mail al valoroso per dimostrare che effettivamente sto lavando casa.
Ma quando, dopo aver completamente igienizzando il bagno, passato l'aspirapolvere e siamo pronte per passare a riempire il coso del mocio, il doccino non segue gli ordini, li' si che mi incazzo.
Com'e' possibile che te, doccino, invece di riempire il secchio ti giri verso di me e lavi l'altra meta' della mia persona che prima hai risparmiato?!?
Ma che scherziamo.
Ma che diamine di congiura e'?
Per non parlare di come mi ALLAGA ALLEGRAMENTE IL BAGNO.

A sto punto il mocio l'ho anche bello e passato e ora aspettero' ore prima che questa microcasa si asciughi finalmente.
Ovviamente, ho appoggiato il mocio al muro che e' scivolato sulla sedia, sulla quale c'era il cestino, il quale cestino ha tranquillamente deciso di CADERE.

Ecco perche' io odio fare le pulizie nelle microcase.

giovedì 10 ottobre 2013

Di come la Geneva ci arrivo' in ritardo.

Giornata epica, qui dalle mie parti.
Mi sveglio, dopo una luuunga notte (l'ho gia' detto quanto odio dormire da sola perche' ho paura della MIA STESSA CASA), a fatica mi alzo e vado in bagno.
Li', seduta sul water a fare pipi' inizia la mia giornata.
Ovvero: inizio a farmi gli affari degli latri su Instagram.

E che ti becco?



Si, proprio lei.
La Geneva che astutamente e molto in ritardo MI HA COPIATO.
Osservatela nel suo trenchhhh ispirazione Burberry e poi osservate ME in alcune foto di piu' di un anno fa con il MIO TRENCH ISPIRAZIONE BURBERRY VERSIONE FAILDATE.




Che differenze ci sono?
1. che lei ha un fotografo migliore del mio (quale fotografo?)
2. che ora sono piu' vecchia e si VEDE.

In realta' se guardiamo nel post di Geneva l'ispirazione proviene dalla prossima PE 14 di Burberry, ma insomma non e' colpa mia se io all'epoca le borchie (si, ANDAVANO DI MODA) non le trovavo e mi sono arrangiata con cose a caso tra cui orecchini di varie forme sul bavero (o bavaro? o boh?).

Quindi in sostanza, non solo Geneva mi ci e' arrivata tardi ma pure BURBERRY MI HA COPIATO.

Io questo lo aggiungo al mio cv e al summary di Linkedin:

Copiata da Burberrry.

lunedì 7 ottobre 2013

Non credo nei giveaway. Mai una volta che vinca. Non credo nelle botte di chiulo, mai una volta che mi sia capitato. Non credo nelle scuse, non credo alle magre che si lamentano. Non credo nemmeno a quelle che mi dicono che se continuo a mangiare cosi', un giorno la paghero'. Non credo all'aspettare il lavoro dei tuoi sogni; da qualche parte si deve partire, da qualche parte una deve iniziare. Non credo alle amiche che si dichiarano tali, e non condividono con te nulla di importante nella loro vita. Non credo piu' di essere buona, perche' in realta' avevo solo paura di esprimere la mia opinione. Non credo al fatto che bisogna sempre essere contente per gli altri, no assolutamente. Non credo che a quella mail che ho inviato mi risponderanno positivamente. Non credo alla distanza che aiuta. Non credo che stasera, dopo un po' di depresso-momento saro' tranquilla. Ma credo, che una ragione c'e' sempre. Per tutto. E che i nodi vengono sempre al pettine. E che se voglio invidiare gli altri, li invidiero' e usero' questa forza, per essere dieci, cento mille volte meglio di loro. Perche' in realta', essendo gentile d'animo come dicevano quasi 1000 anni fa i poeti, lo sono. Lo sono davvero, meglio di loro. Bentornata autostima.

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