lunedì 24 marzo 2014

52 weeks project #12

1. Ogni qualvolta che prendo l'aereo da Francoforte, fa brutto tempo. Ovviamente non parlo di quello gigante, di aereoporto. Ma di quello piccolo, in mezzo al nulla. Che sia inverno, estate, primavera o autunno, fa sempre e costantemente UN TEMPO DI MERDA.

2. Ho constatato che non so fare la valigia. Nonostante negli ultimi tre anni un centello di voli sono sicura che li ho presi. E visto che il valoroso uomo afferma che nel fazion sistem si va avanti per gelosie e che dovrei metterci la faccia nel sito e fare una sorta di Ferragni intellettuale (babbhe.) cosi sicuro che mi seguiranno tutti, io vi spammo l'articolo di stamattina, riguardante appunto il non saper fare la valigia.
In ogni caso, il fidanzato-futuromarito ci ha preso in pieno. Sono convinta che solo a pedate di gelosia in questo mondo si vada avanti.
MA IO NON DEMORDO.

3. Casa e' uno state of mind.
Troppe cose da fare, troppe cose da vedere. E' quando tiri un sospiro di sollievo mentre entri nell'areoporto di Lussemburgo, che capisci che qualcosa e' cambiato. Che casa, non e' piu quella stanza la', dove sembra che esploda sempre una bomba al mio ritorno. Ma casa e' il divano-letto, mio e suo.
Non e' mica una cosa da poco.

4. Parlando di casa, abbiamo ottenuto l'appartamento che ci piaceva.
60mq che per noi sembrano 1000. Sul limitare della foresta e per la gioia di mia madre, vicino alla fabbrica di Villeroy&Boch.
Ora pero', inizia la malinconia, nel lasciare la tanto odiata e amata Batcaverna in pieno centro. Che se hai voglia di una birra, scendi e ce l'hai. Che se devi andare in comune e' qui dietro.
Nuova casa, nuove abitudini.

5. Siete pronti per il matrimonio dell'anno aka il mio?
Io no, ma poi FATE VOI.
7 mesi fa ho invitato gente a caso, che ora chiede un invito che non ricevera' mai. Perfetta soluzione per perdere amicizie inutili.
E per incasinarmi la vita.

6. Non leggo piu'. Ho questa depressione che mi segue da quando ho constatato questa cosa. Non leggo piu' e sto male. Ridatemi il tempo, ridatemi i libri.

7. Mio papa' e' su facebook. Niente di strano a riguardo.
Mi ha toccato come si e' commosso per una frase scritta da un suo amico. Me l'ha fatta leggere e io onestamente, ho pensato: si beh dai.
Dal si beh dai, sono passata a: ma come cavolo posso non essere commossa davanti a certe affermazioni?
E da qui sono passata a: forse sono fredda.
E dall'essere fredda sono passata a: No, non e' vero.

Ho guardato mio padre, con gli occhi lucidi (si si ti ho beccato!), e ho pensato a quanto stiamo perdendo delle emozioni. A quanto la nostra vita reale stia perdendo in svantaggio di quella virtuale, dove le emozioni sono cosi' veloci, dove le parole vere, scritte col cuore, si perdono nella banalita' della rete. Come andremo a finire?
Voglio ricominciare ad emozionarmi, dalle parole che leggo.
Invidio mio padre, mia madre e chiunque in questo momento sia sconnesso da questa realtà virtuale della quale anche io, faccio parte. E forse, mi colpevolizzo pure per questo: per un sito fatto di immagini, per un blog un po' cosi' a caso.
Ho bisogno di aria fresca, di parlare a voce, senza comunicare tramite oggetti.
Ridatemi quella capacita' innata e umana di sapersi emozionare.

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