Non so li' da voi, ma qui il tempo sta giocando brutti scherzi. Puntuale come la sessione autunnale ecco che e' arrivata un'ondata di freddo. Se freddo si puo' intendere questo caldo assurdo che nemmeno a luglio c'era.
Bella fregatura. Le donne non possono girare scoperte causa perdita abbronzatura che dona 10 punti in piu' di bellezza estiva. Per non parlare della ceretta alla gambe che deve ancora essere fatta da agosto. Non voglio nemmeno sentire qualcosa sulle previsioni del tempo catastrofico che doveva arrivare in questo periodo. Tra queste e le vetrine che gia' a luglio mostravano i cappotti, qui non si e' fatto altro che acquistare trench, maglioni, stivali antipioggia, calze di lana...e ora ci si ritrova a dovere indossare vestiti estivi sperando solo di non svelare gli antichi segreti delle gambe pelose prontamente celate alla vista.
Ma qualcosa di bello c'e' davvero. Per esempio poter prendere il pranzo e organizzare un picnic tra amici nella pausa dal lavoro. Ovviamente solo se avete un parco vicino all'ufficio e magari sotto la scrivania avete la cesta di vimini pronta.
E per evitare di essere sgamati dal capo, proporrei l'uso di questa scatola:
Contenitore cilindrico il cui coperchio si usa come tavolino, lo si puo' decorare facendo finta che sia una di quelle scatole arancioni che ti danno quando compri una bella borsa da Hermes: poi bisogna capire se con il vostro stipendio una borsa del genere non si possa comprare. Se no il palco col capo cade in un battibaleno. Infatti lui e' ben cosciente di quanto queste delizie costino, grazie allo shopping della moglie.
E per i piatti, non vi preoccupate. Se prendete quelli della linea Ilil, li potete 'vestire' a vostro piacimento: a lato del piatto infatti c'e' un'asola, alla quale si aggancia il tovagliolo con un bottone. Il bottone e il tovagliolo possono essere di vari colori, e se andate sul loro sito scoprirete che anche i piatti hanno i loro trends. Per non parlare che vengono venduti in taglia S, M, L. Adesso, voi non ve li immaginate a parlarsi tra loro e fare la gara tra chi e' meglio vestito?
Per non parlare delle proprietarie. Altroche' lavoro, i vostri capi inizieranno a pensare di essere finiti in uno di quei negozi dedicati alla casa splendidi per le donne e odiosi per gli uomini. Se avete un capo un po' acidello, magari facendogli credere di essere proprio in uno di quei negozi, fara' la pausa lunga e vi lascera' in pace voi e la vostra cesta del picnic fintamente Hermes.
Per i piatti:
www.ilil.it/
Per i contenitori:
studio-juju.com/
venerdì 30 settembre 2011
martedì 27 settembre 2011
L'arte non è cosa nostra.
Eh si, la casa perfetta. Il moroso valoroso, una bella città in cui vivere. Crepate di invidia vero?
Beh signori, non è tutto oro quel che luccica. La casa è in centro, scendiamo e abbiamo il bar di fiducia, la pasticceria, la libreria. Ma come tutte le case vecchie abbiamo un problema.
Inizia al mattino, e con un rumore inquietante continua fino a che non si sente tubare.
Al posto di vicini guardoni noi abbiamo dei simpatici piccioni che non stanno mai zitti.
Nelle corte interna la lotta con i questi da parte delle varie case limitrofe lascia sul terreno feriti e munizioni: cd veccchi distrutti, capsule di veleno, e tanta, tanta presenza di prodotti piccioneschi.
Diciamo che non ne possiamo più. La vicina di casa è al limite della sopportazione, noi pure. Abbiamo iniziato una guerra sul pianerottolo con il valoroso uomo pronto a spaventare ogni piccolo uccello schifoso che si posi sulla finestra. Il punto fondamentale è che c'è un buco sul sotto tetto dove questi esseri in mondi hanno fatto la casa. Ormai nelle passeggiate in città vediamo quelli che hanno il nido da noi e li riusciamo anche a chiamare per nome. E loro ci rispondono(!).
La guerra è arrivata sul tavolo dell'amministratore nella speranza che questi faccia il suo lavoro e ci aiuti. Nel frattempo l'unico modo è barricarsi in casa, e buttarla sul ridere. Propongo come nuova spesa condominiale di prendere queste lampade per le scale: sono lampade di Ed Carpenter a forma di questi simpatici animali gialli, rossi, grigi e blu, magari in questo modo riusciamo ad esorcizzare i veri piccioni.
Beh signori, non è tutto oro quel che luccica. La casa è in centro, scendiamo e abbiamo il bar di fiducia, la pasticceria, la libreria. Ma come tutte le case vecchie abbiamo un problema.
Inizia al mattino, e con un rumore inquietante continua fino a che non si sente tubare.
Al posto di vicini guardoni noi abbiamo dei simpatici piccioni che non stanno mai zitti.
Nelle corte interna la lotta con i questi da parte delle varie case limitrofe lascia sul terreno feriti e munizioni: cd veccchi distrutti, capsule di veleno, e tanta, tanta presenza di prodotti piccioneschi.
Diciamo che non ne possiamo più. La vicina di casa è al limite della sopportazione, noi pure. Abbiamo iniziato una guerra sul pianerottolo con il valoroso uomo pronto a spaventare ogni piccolo uccello schifoso che si posi sulla finestra. Il punto fondamentale è che c'è un buco sul sotto tetto dove questi esseri in mondi hanno fatto la casa. Ormai nelle passeggiate in città vediamo quelli che hanno il nido da noi e li riusciamo anche a chiamare per nome. E loro ci rispondono(!).
La guerra è arrivata sul tavolo dell'amministratore nella speranza che questi faccia il suo lavoro e ci aiuti. Nel frattempo l'unico modo è barricarsi in casa, e buttarla sul ridere. Propongo come nuova spesa condominiale di prendere queste lampade per le scale: sono lampade di Ed Carpenter a forma di questi simpatici animali gialli, rossi, grigi e blu, magari in questo modo riusciamo ad esorcizzare i veri piccioni.
Nel frattempo, senza entrare nel merito della critica o dell'argomento artistico(troppo complicato e raffinato rispetto ai piccioni), vorrei far notare solo una cosa. Mr Cattelan e i tuoi piccioni alla Biennale: prova tu ad averli fuori dalla finestra che ti guardano come questi imbalsamati ma vivi che non smettono di tubare. Vediamo un po' se hai voglia di farci una bella opera d'arte......
venerdì 23 settembre 2011
in un mondo di zuccheri.
In avanscoperta, mi sento un po' come Cristoforo Colombo che pensava di essere arrivato in India e invece eccolo lì che si ritrova in America. Ieri mi è successo un po' così.
In una passeggiata pomeridiana, mi sono imbattuta in un negozio di arredamento. Le dimensioni erano celate dall'edificio che sembrava molto piccolo, inoltre mi sembrava solo che vendesse oggettistica buffa.
Invece, per fortuna esiste la mia sfacciata curiosità e sono entrata. Oltre ad avere tre piani espositivi, è un negozio rivenditore ufficiale di Alessi, Fatboy e -udite,udite- Kartell. Alla scoperta del piano Kartell non ho potuto non soffermarmi a venerare lo sgabello a forma di nano che sostiene la seduta in legno. Io ne sono profondamente innamorata, ma il valoroso uomo ha detto di no. Lo trova inquietante. Ma vuoi mettere che carino è in funzione di comodino-tavolino?
Va beh, in qualche modo lo convincerò. Vagando per il negozio con una faccia estasiata mi sono imbattuta in un banco di strane cosette colorate e non. Mi sono avvicinata e ho scoperto che era zucchero. L'azienda francese che li produce, Canàsuc, in Italia è semi sconosciuta.
Hanno zucchero per tutte le occasioni. State facendo la baby-sitter a dei bambini urlanti e insopportabili? Invece di farli imbambolare davanti alla tivù, prendete e fategli una bella cioccolata calda. Poi, a fianco mettete la torre di zucchero.
Giocate a una specie di jenga o qualsiasi cosa voi possiate inventarvi. Et voilà! I bambini sono diventati diabetici(ma almeno non urlano più vero?).
Se invece siete nel bel mezzo di una conversazione tra amiche, che ne dite di offrire del the caldo con farfalle e soli?naturalmente a ognuna il suo zucchero: di canna, al saccarosio, dietetico..
E se la trama del gossip diventa troppo fitta..provate il puzzlesugar.

E per Natale non sapete che regalare?Ecco qui la soluzione: palline da appendere all'albero e angioletti.
Per fare una sorpresa a mamma invece io opterei per il cuoricino da mettere sul bordo della tazza, per allietare la sua pausa dal lavoro(o da stress dato dal: devo-lavorare-a-pc-ma-lo-odio). E per il fidanzato??beh se volete fare le romantiche..i cuoricini ci sono pure rossi.
Io di sicuro a un'amica speciale regalerò questi a forma di rana. Anzi a due amici. La prima ama le rane e le colleziona(non quelle vere, of course) il secondo ha amato così tanto il film Magnolia che quando sta per succedere qualcosa di bello, improbabile o impossibile ci scrive un sms con la frase: "Forse una pioggia di rane!"
E che vorrà dire mai questa frase? E chi lo sa. Ma provate a immaginarvi la felicità nei suoi occhi davanti a una pioggia di rane zuccherine che cade nel bicchiere del caffè(senza ovviamente pensare alle macchie che si creerebbero attorno alla tazza).
Io per ora opto per il pappagallino: in giornate di studio intenso, almeno lui mi ricorda la libertà che c'è là fuori dalla finestra.
www.canasuc.com
In una passeggiata pomeridiana, mi sono imbattuta in un negozio di arredamento. Le dimensioni erano celate dall'edificio che sembrava molto piccolo, inoltre mi sembrava solo che vendesse oggettistica buffa.
Invece, per fortuna esiste la mia sfacciata curiosità e sono entrata. Oltre ad avere tre piani espositivi, è un negozio rivenditore ufficiale di Alessi, Fatboy e -udite,udite- Kartell. Alla scoperta del piano Kartell non ho potuto non soffermarmi a venerare lo sgabello a forma di nano che sostiene la seduta in legno. Io ne sono profondamente innamorata, ma il valoroso uomo ha detto di no. Lo trova inquietante. Ma vuoi mettere che carino è in funzione di comodino-tavolino?
Va beh, in qualche modo lo convincerò. Vagando per il negozio con una faccia estasiata mi sono imbattuta in un banco di strane cosette colorate e non. Mi sono avvicinata e ho scoperto che era zucchero. L'azienda francese che li produce, Canàsuc, in Italia è semi sconosciuta.
Hanno zucchero per tutte le occasioni. State facendo la baby-sitter a dei bambini urlanti e insopportabili? Invece di farli imbambolare davanti alla tivù, prendete e fategli una bella cioccolata calda. Poi, a fianco mettete la torre di zucchero.
Giocate a una specie di jenga o qualsiasi cosa voi possiate inventarvi. Et voilà! I bambini sono diventati diabetici(ma almeno non urlano più vero?).
Se invece siete nel bel mezzo di una conversazione tra amiche, che ne dite di offrire del the caldo con farfalle e soli?naturalmente a ognuna il suo zucchero: di canna, al saccarosio, dietetico..E se la trama del gossip diventa troppo fitta..provate il puzzlesugar.

E per Natale non sapete che regalare?Ecco qui la soluzione: palline da appendere all'albero e angioletti.
Per fare una sorpresa a mamma invece io opterei per il cuoricino da mettere sul bordo della tazza, per allietare la sua pausa dal lavoro(o da stress dato dal: devo-lavorare-a-pc-ma-lo-odio). E per il fidanzato??beh se volete fare le romantiche..i cuoricini ci sono pure rossi.Io di sicuro a un'amica speciale regalerò questi a forma di rana. Anzi a due amici. La prima ama le rane e le colleziona(non quelle vere, of course) il secondo ha amato così tanto il film Magnolia che quando sta per succedere qualcosa di bello, improbabile o impossibile ci scrive un sms con la frase: "Forse una pioggia di rane!"
E che vorrà dire mai questa frase? E chi lo sa. Ma provate a immaginarvi la felicità nei suoi occhi davanti a una pioggia di rane zuccherine che cade nel bicchiere del caffè(senza ovviamente pensare alle macchie che si creerebbero attorno alla tazza).Io per ora opto per il pappagallino: in giornate di studio intenso, almeno lui mi ricorda la libertà che c'è là fuori dalla finestra.
www.canasuc.com
mercoledì 21 settembre 2011
l'esondazione della tisana calmante.
Puntuale come l'autunno iniziato oggi, sono entrata nel famoso periodo femminile che porta ogni donna una volta al mese ad irritarsi per la minima cosa, a gonfiarsi, ad ammalarsi e mangiare solo Nutella(almeno io).
Distrutta da questa visita prevista ma non per questo felice, vi scrivo dal letto con un bel piumino caldo sullo stomaco.
Il suddetto appunto, sembra parlare una lingua sua, non lasciandomi trovare una posizione adatta per stare tranquilla. Le ho provate tutte, dalla seduta-con-cuscino-dietro-la-schiena a distesa-in-modo-da-muovere-solo-la-testa.
Come l'estate che se ne va, togliendo il colore accecante e l'abbronzatura, io oggi vago per casa con la borsa dell'acqua calda come fossi un fantasma. Il valoroso uomo prima di tornare al lavoro si a' preoccupato alla vista di un gambo di sedano avvolto da coperte al posto della sua ragazza.
"Lo vuoi un the caldo prima che esca di casa?"
Non so come, ma e' riuscito a interpretare il mio mogugno come un si'. Mi conosce davvero bene, potremmo parlare per mugugni ormai. Ma magari questa cosa ve la racconto un'altra volta.
Fatto sta che mette su l'acqua, mi fa scegliere la bustina e quando bolle mi porta la tazza con dentro il the che si sta formando. Ah come e' bello sentirsi coccolate. Soprattutto quando si sta male. Soprattutto quando non si ha un posto dove mettere la bustina del the. Che fa allora il valoroso uomo in giacca e cravatta? Amorevolmente mi prende la bustina e corre verso la cucina tenendo questa con le dita per il filo e cercando ben bene di non sporcarsi (ma tipo, riuscite a immaginarvelo?la scena dal vivo sembrava un cartone animato).
Indovinate come e' andata a finire?
Vi do' tre opzioni:
a. il completo si e' salvato dagli sgoccioli, il pavimento no. (ergo: io e la mia borsa
dell'acqua calda abbiamo passato il mocio)
b. la camicia bianca e' diventata un capo tie&die di quelli che ti vendono nei mercatini etnici, mentre il pavimento farebbe invidia perfino ai collezionisti delle opere di Pollock.
c. chiaramente lui, ha sempre una gran fortuna. Ne' pavimento, ne' completo sono stati minimamente sfiorati da gocce di the.
In realta' oggi mi piace lasciarvi cosi', con il finale aperto della mia avventura quotidiana. Completatela voi a vostro piacere pensando un po' a come puo' finire. Il valoroso uomo sara' fortunato o sara' massacrato dalla morosa lunatica?
Vi lascio con un oggettino che fa proprio al caso in queste situazioni.
Si chiama Teo ed e' prodotto dall'Alessi. E' un cucchiaio molto curvo dove riporre la bustina usata. Il manico e' concavo per evitare sgocciolii vai. E' finita l'era del filetto con la bustina inzuppata che vaga sopra la tazza, con Teo si puo' prenderla direttamente, e lei si rifugia nel manico. Io che faccio collezione di cucchiai (e di situazioni come sopra) l'ho gia' comprato online. Cosi' di sicuro il valoroso uomo si salvera' dalla mia ira funesta.
www.alessi.it/it
Distrutta da questa visita prevista ma non per questo felice, vi scrivo dal letto con un bel piumino caldo sullo stomaco.
Il suddetto appunto, sembra parlare una lingua sua, non lasciandomi trovare una posizione adatta per stare tranquilla. Le ho provate tutte, dalla seduta-con-cuscino-dietro-la-schiena a distesa-in-modo-da-muovere-solo-la-testa.
Come l'estate che se ne va, togliendo il colore accecante e l'abbronzatura, io oggi vago per casa con la borsa dell'acqua calda come fossi un fantasma. Il valoroso uomo prima di tornare al lavoro si a' preoccupato alla vista di un gambo di sedano avvolto da coperte al posto della sua ragazza.
"Lo vuoi un the caldo prima che esca di casa?"
Non so come, ma e' riuscito a interpretare il mio mogugno come un si'. Mi conosce davvero bene, potremmo parlare per mugugni ormai. Ma magari questa cosa ve la racconto un'altra volta.
Fatto sta che mette su l'acqua, mi fa scegliere la bustina e quando bolle mi porta la tazza con dentro il the che si sta formando. Ah come e' bello sentirsi coccolate. Soprattutto quando si sta male. Soprattutto quando non si ha un posto dove mettere la bustina del the. Che fa allora il valoroso uomo in giacca e cravatta? Amorevolmente mi prende la bustina e corre verso la cucina tenendo questa con le dita per il filo e cercando ben bene di non sporcarsi (ma tipo, riuscite a immaginarvelo?la scena dal vivo sembrava un cartone animato).
Indovinate come e' andata a finire?
Vi do' tre opzioni:
a. il completo si e' salvato dagli sgoccioli, il pavimento no. (ergo: io e la mia borsa
dell'acqua calda abbiamo passato il mocio)
b. la camicia bianca e' diventata un capo tie&die di quelli che ti vendono nei mercatini etnici, mentre il pavimento farebbe invidia perfino ai collezionisti delle opere di Pollock.
c. chiaramente lui, ha sempre una gran fortuna. Ne' pavimento, ne' completo sono stati minimamente sfiorati da gocce di the.
In realta' oggi mi piace lasciarvi cosi', con il finale aperto della mia avventura quotidiana. Completatela voi a vostro piacere pensando un po' a come puo' finire. Il valoroso uomo sara' fortunato o sara' massacrato dalla morosa lunatica?
Vi lascio con un oggettino che fa proprio al caso in queste situazioni.
Si chiama Teo ed e' prodotto dall'Alessi. E' un cucchiaio molto curvo dove riporre la bustina usata. Il manico e' concavo per evitare sgocciolii vai. E' finita l'era del filetto con la bustina inzuppata che vaga sopra la tazza, con Teo si puo' prenderla direttamente, e lei si rifugia nel manico. Io che faccio collezione di cucchiai (e di situazioni come sopra) l'ho gia' comprato online. Cosi' di sicuro il valoroso uomo si salvera' dalla mia ira funesta.
www.alessi.it/it
lunedì 19 settembre 2011
In Maglionelandia.
L'aereo atterra e la musichetta odiosa della compagnia aerea mi sveglia.
Spererei davvero di essere atterrata alle caraibi, ma eccolo lì il mio comitato di benvenuto nella terra dei maglioni di lana.
Partire con 32 gradi, arrivare con 15, vi dirò che non ha prezzo. La botta di differenza la si sente con effetti quasi da post-sbronia: stordimento, sonno, nausea. Perfino il valoroso uomo, di solito sempre così attivo è immobile.
Usciti dall'aereoporto ci dirigiamo verso il bus che ci porterà a casa. Un raggio di sole illumina per pietà quella landa desolata.
"Da che parte va il bus?" chiedo sconsolata e con una voce ubriaca. L'uomo valoroso non spreca nemmeno una parola e indica semplicemente una direzione con la testa. E come nei film io mi volto in quella direzione e che vedo? un profondo, scuro, intenso nero.
Andiamo bene.
Partire con il sole e la gente che va ancora in piscina ed arrivare in un posto in cui la mezza stagione non esiste davvero più(avete presente le giacchette leggere?i maglioncini di cotone?qui non sanno nemmeno cosa siano.) immette dentro di sè una vena di pazzia. Si diventa pazzi solo a pensare che volontariamente si vive qui e non forzatamente.
Dopo la botta finale però, la mia felicità aumenta. Fanatica come sono dei maglioni, ho un orgoglio patriottico per il simbolo nazionale del mio paese d'adozione. La cosa alquanto particolare, è il fatto che la gente del posto non senta il freddo. Io vi dirò, non mi copro mai abbastanza. Ecco perchè ho una serie infinita di maglioni di lana. Alcuni ereditati perfino dai nonni, quelli grossi con i rombi, oppure larghissimi da mettere con un paio di jeans strettissimi. I miei preferiti sono quelli a losanghe in cui si vede la treccia della lana.
Per ora ho deciso di porre un blocco agli acquisti. A parte un maglione che fa molto "rifugio da apre-ski" di Zara.Il collo grosso colorato e i polsini mi ricordano i maglioni che si vedono nelle foto dei nonni da giovani in montagna. Visto che ho fatto poca incetta di passeggiate quest'anno, posso allora almeno fingere di essere in rifugio. Magari nel termos invece del caffè ci metto pure il Vov. Poi sai al lavoro come procedo spedita?
Verso natale poi ci sarà un'impennata di maglione con renne e disegnini vari. Non vi sto a dire nulla se non che qui, li vendono già. L'aria infatti, odora di neve(!).
Il mio rischio soprattutto è quello della gola scoperta. Appena la scopro...taaaaaaac!Eccomi chiusa in casa con un bel raffredore. La nonna mi ha fatto moltissime sciarpe ma io mi sono innamorata di questa. Una sciarpa così come non si può non amarla? Da piccola ammiravo sempre la stola di mia zia in volpe. Una volpe magica mi diceva lei, perchè era rosa. Eh si, ve la immaginate una stola di volpe rosa? Crescendo, ho scoperto come non mi piaccia l'idea di avere un'animale morto intorno al mio collo. ecco perchè questa è la mia sciarpa ideale(leggasi: qualcuno se la annoti per il mio compleanno, grazie.).
Ora che arriva la stagione fredda, voglio ricomiciare a lavorare a maglia. Non che sia capace, sono la vergogna delle nonne, una sarta e l'altra che fa maglioni. Ma ogni tanto la voglia mi ritorna e ci riprovo. L'ultima volta sono partita con l'idea di fare una sciarpa che conclusa era così larga da sembrare una gonna. Un po' come quetsi tappeti di Patricia Urquiola. Ecco vedi che mi ha copiato??
Imparare a lavorare a maglia non è così difficile, ci vole costanza, ma basta seguire un corso anche per corrispondenza ed è fatta. Anche in Italia finalmente stanno prendendo piede quelle riunioni in cui ci si trova e si lavora a maglia. E non è difficile trovare informazioni sul web. Già su siti come leiweb.it c'è la sezione dedicata alla maglia e uncinetto. Ma se dovete fare compere, o fate come la mamma e andate al negozio(dove io solitamente mi perdo) oppure visitate gomitolis.it: eccezionali le foto pubblicitarie.
Per quanto mi riguarda penso che ci riproverò. Dopo il successo del mio cappellino a forma di fragola fatto per la collezione autunno-inverno dell'anno scorso quest'anno potrei dedicarmi alla realizzazione di una borsa a forma di ortaggio: zucca o cavolo? Si aprono le scommesse...
Per info:
www.archiexpo.it
www.donnawilson.com
www.zara.com
Spererei davvero di essere atterrata alle caraibi, ma eccolo lì il mio comitato di benvenuto nella terra dei maglioni di lana.
Partire con 32 gradi, arrivare con 15, vi dirò che non ha prezzo. La botta di differenza la si sente con effetti quasi da post-sbronia: stordimento, sonno, nausea. Perfino il valoroso uomo, di solito sempre così attivo è immobile.
Usciti dall'aereoporto ci dirigiamo verso il bus che ci porterà a casa. Un raggio di sole illumina per pietà quella landa desolata.
"Da che parte va il bus?" chiedo sconsolata e con una voce ubriaca. L'uomo valoroso non spreca nemmeno una parola e indica semplicemente una direzione con la testa. E come nei film io mi volto in quella direzione e che vedo? un profondo, scuro, intenso nero.
Andiamo bene.
Partire con il sole e la gente che va ancora in piscina ed arrivare in un posto in cui la mezza stagione non esiste davvero più(avete presente le giacchette leggere?i maglioncini di cotone?qui non sanno nemmeno cosa siano.) immette dentro di sè una vena di pazzia. Si diventa pazzi solo a pensare che volontariamente si vive qui e non forzatamente.
Dopo la botta finale però, la mia felicità aumenta. Fanatica come sono dei maglioni, ho un orgoglio patriottico per il simbolo nazionale del mio paese d'adozione. La cosa alquanto particolare, è il fatto che la gente del posto non senta il freddo. Io vi dirò, non mi copro mai abbastanza. Ecco perchè ho una serie infinita di maglioni di lana. Alcuni ereditati perfino dai nonni, quelli grossi con i rombi, oppure larghissimi da mettere con un paio di jeans strettissimi. I miei preferiti sono quelli a losanghe in cui si vede la treccia della lana.
Per ora ho deciso di porre un blocco agli acquisti. A parte un maglione che fa molto "rifugio da apre-ski" di Zara.Il collo grosso colorato e i polsini mi ricordano i maglioni che si vedono nelle foto dei nonni da giovani in montagna. Visto che ho fatto poca incetta di passeggiate quest'anno, posso allora almeno fingere di essere in rifugio. Magari nel termos invece del caffè ci metto pure il Vov. Poi sai al lavoro come procedo spedita?
Verso natale poi ci sarà un'impennata di maglione con renne e disegnini vari. Non vi sto a dire nulla se non che qui, li vendono già. L'aria infatti, odora di neve(!).
Il mio rischio soprattutto è quello della gola scoperta. Appena la scopro...taaaaaaac!Eccomi chiusa in casa con un bel raffredore. La nonna mi ha fatto moltissime sciarpe ma io mi sono innamorata di questa. Una sciarpa così come non si può non amarla? Da piccola ammiravo sempre la stola di mia zia in volpe. Una volpe magica mi diceva lei, perchè era rosa. Eh si, ve la immaginate una stola di volpe rosa? Crescendo, ho scoperto come non mi piaccia l'idea di avere un'animale morto intorno al mio collo. ecco perchè questa è la mia sciarpa ideale(leggasi: qualcuno se la annoti per il mio compleanno, grazie.).Ora che arriva la stagione fredda, voglio ricomiciare a lavorare a maglia. Non che sia capace, sono la vergogna delle nonne, una sarta e l'altra che fa maglioni. Ma ogni tanto la voglia mi ritorna e ci riprovo. L'ultima volta sono partita con l'idea di fare una sciarpa che conclusa era così larga da sembrare una gonna. Un po' come quetsi tappeti di Patricia Urquiola. Ecco vedi che mi ha copiato??
Imparare a lavorare a maglia non è così difficile, ci vole costanza, ma basta seguire un corso anche per corrispondenza ed è fatta. Anche in Italia finalmente stanno prendendo piede quelle riunioni in cui ci si trova e si lavora a maglia. E non è difficile trovare informazioni sul web. Già su siti come leiweb.it c'è la sezione dedicata alla maglia e uncinetto. Ma se dovete fare compere, o fate come la mamma e andate al negozio(dove io solitamente mi perdo) oppure visitate gomitolis.it: eccezionali le foto pubblicitarie.
Per quanto mi riguarda penso che ci riproverò. Dopo il successo del mio cappellino a forma di fragola fatto per la collezione autunno-inverno dell'anno scorso quest'anno potrei dedicarmi alla realizzazione di una borsa a forma di ortaggio: zucca o cavolo? Si aprono le scommesse...
Per info:
www.archiexpo.it
www.donnawilson.com
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