Visualizzazione post con etichetta biennale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta biennale. Mostra tutti i post

martedì 18 ottobre 2011

L'interpretazione dei sogni


Se Freud decidesse di prendermi in cura analizzando i miei sogni, mi archivierebbe come caso irrisolvibile.
Non starò qui a raccontarvi i miei sogni (d'altronde voi mica vi impicciate dei  miei affari e  manco vi interessano. Ne d'altronde, non è uno degli scopi di fare un blog.) ma vorrei "solo" accennarvene un paio dai quali si può capire quanto la mia passione oramai sia una malattia...altrochè complesso di Edipo. Il mio è un complesso artistic-designgnistico.

Partiamo dunque con un sogno che ha sconvolto tutti: dal valoroso uomo ai protagonisti reali. Grazie al valoroso uomo, oramai ho visto tutte le puntate e tutte le stagioni di Fringe. Visto è una parola grossa: io infatti le vedo filtrandole dal cuscino che appositamente mi metto davanti agli occhi: è così che a 2 anni sono riuscita a rendere sopportabile E.T. con risultati abbastanza deludenti, visto che ancora adesso ne ho il terrore.
Insomma Fringe dà i suoi frutti: ho sognato infatti che vivevo in un universo parallelo. Il valoroso uomo, manco a dirlo, era un guru che diffondeva relax e amore per l'universo. E va beh, diciamo che questo, lo fa anche qui. O meglio sarebbe il suo sogno.
Il problema è stato sognare i miei genitori in versione hippies frikettona. Non solo! Eran artisti di fama internazionale selezionati dalla nemesi di Sgarbi per rappresentare l'Italia alla Biennale. E fin qua, uno dice: va beh dai, universo parallelo, magari ci può stare.

Ma voi, avete mai sentito vostro padre parlare con la voce da fattone?
"No cioèèèèè pensavooo di fare due collllonne alte due metri di cemento armato che stanno a significare la compatezza della società, la globalizzazione la sua tristezza in questo mondo dove tutto è uguale."
Parole che tutti hanno udito una volta nella vita dal proprio padre giusto?
Immaginatevi quindi il mio sgomento, conoscendo poi mio padre(tipo relax certo...ma sempre un padre che odia i frikettoni).

Il secondo sogno, è fatato. Mi sono sognata di essere la ragazzina che vola con i palloncini realizzata da Bansky, avete presente no?


Bene, rispetto a lei che vive solo di un contrasto bianco e nero, il mio sogno era ambientato in un bosco fatato, con un'atmosfera ovattata, dove io con un vestito bianco mi facevo trainare dai palloncini colorati. Ogni tanto perdevano quota ma io riuscivo a rimbalzare e a ripartire.


L'ultimo sogno che vi voglio raccontare riguarda la mia coppia di designer preferiti: Charles&Ray Eames. Sono profondamente innamorata della loro opera. In particolare in questo sogno, mi ritrovo a casa, quando mi arriva un pacco. Un pacco dalla Vitra! Lo apro e inizio a montare la mia sedia Rar a dondolo. Il colore è quello della pioggia grigiazzurra.

Ma mentre la monto ecco che arriva la Madre e vedendolo un dondolo e la figlia in versione falegname non pensa ad altro se non ad urlare: "Oh mio Dio, ma se stai montando una sedia a dondolo..vuoi dirmi che sei Incinta?!?!"
Chiaro perchè solo le nonne o le mamme hanno una sedia a dondolo. Ovvio no, come mi sia svegliata da questo sogno.








Al di là del fatto che i miei sogni siano firmati da grandi artisti, credo fermamente che Freud si potrebbe soffermare sul mio rapporto con i genitori: una padre frikettone e una madre che pensa che la figlia sia incinta mentre monta una sedia nei sogni significheranno qualcosa per Mr. Interpretazione no?

sabato 27 agosto 2011

Un nuovo acquisto

Una tranquilla mattinata di sonno. Sto sognando qualcosa di soffice, tenero e morbido, qualcosa che mi massaggia la faccia in maniera costante e continua.

Dopo circa dieci minuti mi accorgo che è il cellulare che in realtà non so come è sulla mia faccia e vibra come un ossesso. Dall'altro capo del telefono c'è il valoroso uomo che mi chiama disperato.
"Non ho sentito la sveglia, non ha suonato maledizione-sono in ritardo-non trovo nulla-e quando mai non ho un orologio in casa..che diamine di ore sono?!?!" il tutto detto ovviamente senza respirare.
No ma buongiorno anche a te, raggio di sole.

Calmato il valoroso uomo a distanza, cerco di ricordare dove siano le cose in casa nonostante io sia lontana 1000 km dalla scena del crimine. Eppure, direte voi, in un monolocale che diamine vuoi perdere?
Eh, molte cose, dalle mutande(finite su una mensola non si sa come) alle penne, ritrovate nel freezer.

Nel coma mattutino, salutato il valoroso uomo che va ad affrontare un nuova giornata di lavoro, rifletto e penso che è vero, un orologio, uno vero, noi a casa non ce lo abbiamo.
Abbiamo la sveglia sul cellulare, l'orologio del PC e del microonde, per non parlare dell i-pod.
Potremmo continuare con la filosofia, niente orologio in casa. In effetti odio il ticchettio continuo, per non parlare dell'orologio a pendolo che si trova nelle vecchie case che è grande quando il mio mono-appartamento.

Beh, ma allora se vogliamo continuare su questa direzione perchè non fare gli originali e comprare l'opera che ha vinto quest'anno il Leone d'Oro alla Biennale di Venezia??

L'opera di Christian Marclay è una video installazione di 24 ore, dove sono proiettati i fotogrammi di più di mille film dove sono ripresi orologi, composti seguendo i minuti e le ore. Il tutto impostato esattamente sull'ora che è davvero. Mi spiego meglio. Se il mio cellulare segna le 15.31 il fotogramma che guardo im quel momento segna anche lui le 15.31. E' un vero e proprio orologio, non male no?

La parete su cui proiettarla ce l'avremmo davvero. Vediamo se riesco a convincere il valoroso uomo, sperando soprattutto che non faccia un infarto alla scoperta del prezzo. (Ma poi chissà se è davvero in vendita....)

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...